Quante volte, davanti a un bicchiere di troppo o a una sigaretta accesa, abbiamo pensato “prima o poi smetto”? È proprio da questa frase sospesa che nasce il titolo del nuovo saggio di Silvio Garattini, medico, ricercatore e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, scritto insieme a Valentino Gardi, magistrato e professore universitario esperto di materie giuridiche. Il volume si intitola Smetto quando voglio? e affronta il tema delle dipendenze da fumo e alcol attraverso tre lenti strettamente collegate: la scienza, la medicina e il diritto. Per chi cresce dei figli, però, c’è un quarto piano che riguarda da vicino la vita quotidiana: quello della prevenzione, che comincia in casa e continua nella società.
Un libro che parte dalla persona e arriva alla collettività
Come spiega la presentazione dell’editore, il punto di partenza è una constatazione semplice e amara: le statistiche e l’esperienza quotidiana raccontano una società attraversata da dipendenze da cui è spesso difficile liberarsi, che possono compromettere la salute e la qualità della vita a tutte le età, con una diffusione particolare tra i più giovani. Da qui la domanda che dà il titolo al saggio: quanto conta la volontà individuale e quanto, invece, possono e devono fare le istituzioni per prevenire le dipendenze?
È una domanda che riguarda anche noi genitori. Perché se è vero che la scelta di smettere è personale, è altrettanto vero che le condizioni in cui quella scelta diventa possibile — l’informazione, i modelli che circolano, le regole, i messaggi pubblici — sono in buona parte collettive. E su quelle possiamo avere voce.
Fumo: non solo sigarette tradizionali
La prima parte del volume analizza gli effetti del fumo attivo e passivo, i danni all’apparato respiratorio e cardiovascolare e il legame con diverse forme di tumore. Non manca uno sguardo alle strategie per smettere di fumare e ai rischi legati alle sigarette elettroniche e ai dispositivi a tabacco riscaldato, che molti ragazzi percepiscono come innocui solo perché hanno un’immagine più moderna.
Temi meno conosciuti: terza e quarta mano
Gli autori dedicano spazio anche a questioni di cui si parla poco, come il fumo di terza e quarta mano: i residui che restano su superfici, tessuti e ambienti anche dopo che la sigaretta è spenta, con ricadute ambientali e un’attenzione specifica alla tutela dei minori. È il tipo di informazione che in famiglia fa la differenza: sapere che il fumo “non finisce” quando si spegne la sigaretta aiuta a prendere decisioni più consapevoli in casa, in auto, nei luoghi chiusi.
Alcol: il problema che tendiamo a sottovalutare
Ampio spazio è dedicato all’alcol, definito nel libro un problema spesso sottovalutato. Il volume esamina i comportamenti a rischio tra i giovani, gli effetti su fegato, cervello, sistema cardiovascolare e fertilità, il rapporto con i tumori e i rischi durante la gravidanza, soffermandosi anche sugli strumenti disponibili per prevenire e contrastare la dipendenza.
Per i genitori è un capitolo che vale la pena leggere con attenzione, perché tocca due momenti molto diversi ma ugualmente delicati: l’attesa di un figlio e l’adolescenza, quando il gruppo, le feste e il desiderio di sentirsi grandi rendono l’alcol quasi un rito di passaggio. Parlarne prima, senza allarmismi ma con informazioni chiare, è una delle forme più concrete di prevenzione.
Prevenzione: non è solo una questione di volontà
Per Garattini la prevenzione non può essere affidata soltanto alla volontà individuale. Da qui l’attenzione alle politiche pubbliche e all’informazione dei cittadini. Sul tema dell’alcol gli autori richiamano il dibattito sul rapporto tra istituzioni e promozione del consumo: dalla presenza istituzionale a manifestazioni dedicate al vino come il Vinitaly, alla questione dell’assenza sulle bottiglie di un’etichettatura che informi in modo più chiaro sui rischi per la salute.
Il confronto investe poi il terreno giuridico: dalla guida in stato di ebbrezza alla sicurezza sul lavoro, dalla violenza domestica correlata all’abuso di alcol fino al bilanciamento tra libertà individuale e tutela della salute pubblica. Temi che sembrano lontani dalla nursery, ma che disegnano l’ambiente in cui i nostri figli cresceranno.
Cosa possono fare i genitori, in pratica
- Informarsi per primi. Leggere dati e analisi aiuta a parlare con i ragazzi senza moralismi e senza frasi fatte.
- Non banalizzare. Dire che “una sigaretta ogni tanto non fa niente” o che “un bicchiere aiuta a stare insieme” cancella proprio i rischi di cui il libro parla.
- Guardare ai nuovi dispositivi. Sigarette elettroniche e tabacco riscaldato vanno conosciuti, non ignorati: sono spesso la porta d’ingresso al fumo per i più giovani.
- Curare gli ambienti. Case, auto e spazi chiusi liberi dal fumo proteggono i bambini anche dal fumo passivo e dai residui che restano su superfici e tessuti.
- Chiedere informazioni chiare. Sostenere etichettature più trasparenti e messaggi pubblici coerenti è un modo per fare prevenzione anche fuori casa.
Il convegno di presentazione
Al libro è dedicato un convegno di presentazione in programma martedì 13 ottobre, dalle ore 14.00, al Centro Culturale Candiani di Mestre. Un’occasione per ascoltare direttamente gli autori e per approfondire il legame tra scienza, medicina e diritto nella lotta alle dipendenze.
Smetto quando voglio? è edito da Edizioni San Paolo, 186 pagine, al prezzo di 18 euro. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’editore.
La riflessione che attraversa tutto il saggio è rassicurante nella sua concretezza: liberarsi da una dipendenza è una scelta individuale, ma creare le condizioni perché quella scelta sia possibile è anche una responsabilità pubblica. E la prevenzione, sostengono gli autori, non è un tema secondario: deve diventare una componente centrale delle politiche di tutela della salute. Per chi educa, è un promemoria utile: parlare di fumo e alcol con i figli non è anticipare problemi, è preparare strumenti.