è normale che dovendosi staccare alcune ore da te e da tutto ciò che le è familiare quando ci sei sia più attaccata e te e in questo credo proprio che vada assecondata.
Quanto al nido è una necessità dettata dal tuo lavoro?
Perchè io anche ho deciso di mandarci Lorenzo ma comunque con l'idea che se non si fosse trovato bene l'avrei tolto e fine (ci sono i nonni disponibili) per fortuna sta andando bene invece ma rimane il fatto che se vedessi che il nido diventa per lui una sofferenza non penso che continuerei a mandarcelo.
Sulle maestre che in pieno inserimento definiscono il pianto di una bambina di sedici mesi "capriccio" non commento.
Problemi inserimento al nido.....taaanti problemi....
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“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
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Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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Gwen
Grazie anche a te, io lavoro ma potrei trovare una soluzione per tenerla a casa (tra turni flessibili e baby sitter, poco i nonni perchè sono contraria ad affidare loro questa responsabilità regolarmente), ho provato col nido solo perchè davvero credevo nell'utilità.lenina wrote:è normale che dovendosi staccare alcune ore da te e da tutto ciò che le è familiare quando ci sei sia più attaccata e te e in questo credo proprio che vada assecondata.
Quanto al nido è una necessità dettata dal tuo lavoro?
Perchè io anche ho deciso di mandarci Lorenzo ma comunque con l'idea che se non si fosse trovato bene l'avrei tolto e fine (ci sono i nonni disponibili) per fortuna sta andando bene invece ma rimane il fatto che se vedessi che il nido diventa per lui una sofferenza non penso che continuerei a mandarcelo.
Sulle maestre che in pieno inserimento definiscono il pianto di una bambina di sedici mesi "capriccio" non commento.
Non so ancora se per lei sta storia del nido sia una sofferenza, a dire il vero iniziavo a pensarlo per l'attaccamento esagerato che mostra, più che per il suo comportamento al nido nuovo, che dopo l'altra esperienza credo sia normale, ma tu mi dici che il suo comportamento con me è nella norma per il distacco e non esagerato da trauma...... :mumble:
comunque sono solo due giorni per questo nuovo, credo che sia presto per capire se è proprio un fallimento, se lo sarà non la lascerò contro la sua volontà di certo!
Sarei invece curiosa di sapere cosa ne pensi sul concetto di capriccio, cerco il post apposito, e se non ti pronunci di fronte ad una maestra che parla di capricci durante l'inserimento cosa dici se ti racconto che la stessa maestra del vecchio asilo ha definito la bambina ingestibile al punto da richiedere l'intervento del pedagogista per i pianti inconsolabili che faceva, sempre durante l'inserimento???????
Uno dei tanti motivi per cui ho cambiato di corsa......
- lenina
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C'è un vecchissimo post a proposito.Gwen wrote: (mi interessa il discorso del capriccio!Dove lo trovo?)
grazie!!!
Io sono convinta che i "capricci" non siano altro che un incapacità di gestire le frustrazioni.
Il bambino che fa quello che noi definiamo capriccio non fa altro che dirci che per lui quella cosa non va bene e con il pianto manifesta il suo dissenso.
Chiaro che per noi sono cavolate ma le priorità sono molto diverse da bambini.
Etichettare un pianto come capriccio senza cercare di entrare in empatia con il bambino e cercare di capire le sue ragioni è molto limitante.
Questo non significa che si debba soddisfare ogni richiesta del bambino ma che è importante cercare di capire che quella cosa per lui è importante davvero probabilmente e comportarsi e consolarlo di conseguenza pur spiegandogli che non tutto si può fare o avere.
Quanto a una bimba di sedici mesi che in un nuovo ambiente piange parlare di capriccio mi sembra proprio cattiveria perchè se ci si sente spersi piangere è normale.
Probabilmente mi perdessi in un luogo sconosciuto trovandomi in mezzo a persone che non conosco e con le quali non riesco a comunicare mi verrebbe il magone pure a me.
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“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"