micmar wrote:da appena laureata ho lavorato un paio d'anni nelle scuole private.
la mia città è piena di scuole private di ogni genere, confessionali e non, ma quelle veramente buone stanno tutte sulla dita di una mano e richiedono rette astronomiche (anche più di 15000€ l'anno). in queste scuole la qualità dell'insegnamento è ottima e ci mancherebbe altro.
tutte le altre sono scuole mediocri o pessime che assumono gli insegnanti dandogli paghe decisamente più basse che nel pubblico, con l'ovvia conseguenza che appena possibile uno se ne va. il dirigente di una scuola privata ha potere assoluto sui suoi insegnanti, se lui ordina di promuovere tu promuovi. la percentuale di respinti nella scuola privata è più bassa. sapete che esistono scuole private che accolgono studenti che nel liceo pubblico a maggio hanno tutti 3 e miracolosamente a giugno, in queste scuole, sono tutti 6?
nella scuola privata dove lavoravo, mi pagavano 10000 lire l'ora esattamente quanto mi davano nel call-center dove arrotondavo lo stipendio, ma a scuola le umiliazioni si susseguivano, ho abbandonato l'insegnamento e ho tenuto il call-center che era meno deprimente.
due anni dopo sono stata chiamata per la prima supplenza nella scuola pubblica e ho capito che insegnare aveva un senso.
di insegnanti bravi o meno bravi ce ne sono da entrambi le parti, ma se ne hai voglia nella scuola pubblica puoi fare molte cose, nel privato puoi fare ciò che ti viene ordinato. la varietà umana che c'è nelle scuole pubbliche è di per sè una marcia in più per essere preparati alla vita. anche nella scuola pubblica dove sono quest'anno, pur essendoci una dirigente tutt'altro che democratica, riesco a portare avanti progetti interessanti per le mie classi e lei, se mi muovo nella legalità, non mi può fare niente.
quest'ultimo governo ha inflitto durissimi colpi al sistema scolastico statale, ma io credo che non riuscirà mai a ucciderlo, certo è durissimo gestire 32 sedicenni tutti assieme, ma io non ho intenzione di darla vinta alla gelmini, quindi continuo a oppormi politicamente, ma cerco di dare il meglio dal punto di vista didattico e come me fa la maggioranza degli insegnanti che conosco.
come mamma non ho avuto alcun dubbio nello scegliere la scuola pubblica. ho iscritto tommaso in un nido comunale disastratissimo, ora quel nido grazie a noi genitori ha un cortile completamente ristrutturato e a norma.
ora tommaso frequenta la materna comunale di zona, la più vicina a casa e, anche in questo caso la più disastrata, ci sono tre anni per migliorare la struttura e riempirla di progetti. questo perchè ritengo che sia dovere di ogni genitore verificare che le cose nella scuola dei propri figli vadano come devono andare, e attivarsi per sostenere gli insegnanti nelle battaglie necessarie, o anche farle al loro posto. è troppo facile dirsi progressisti con i bambini degli altri, nella mia zona è un classico: soprattutto quelli che si definiscono di sinistra, al momento dell'iscrizione scelgono sempre la scuola meno frequentata dagli stranieri con meno disabili etc. ma se i genitori con un minimo di strumenti culturali rifiutano di iscrivere i propri figli in quelle scuole mi chiedo
1. esattamente cosa contestano alla gelmini?
2. chi in queste scuole avrà la forza di contrastare l'incuria, l'ingiustizia e quant'altro?
in una privata tutto questo non lo potrei fare e non sarebbe neanche giusto, chi entra in una scuola privata ha sottoscritto un contratto, ma accedendo alla scuola pubblica io ho il diritto/dovere di contribuire al suo funzionamento e al suo miglioramento perchè essa fa parte integrante della società
scusate la lunghezza
Quoto in pieno, ogni parola e ogni sfumatura. Faccio il tuo stesso lavoro e la penso esattamente così! Anche se la mia (unica) esperienza nel privato è stata un po' sottopagata, ma in una scuola di grande qualità, in complesso quindi positiva, ma non è così dappertutto.