dani69 wrote:no cos io ho detto che la loro richiesta è assolutamente legittima e naturale...il nostro ruolo è quello di porre un limite...educativo, dettato dalla ragione che sara' motivato al bambino ...perche' se mio figlio mi chiede piu' di una merenda non la do e non solo perche' tengo il peso sotto controllo..ma perche' ritengo che si educhi a nche nell'alimentazione...che non dipende dal peso perche' nonostante quello... 10 merendine gli farebbero venire il mal di pancia...in egual misura se magrolino o cicciottello...
non mi crea problema la richiesta o il desiderio del momento...ma nel mio modo di vedere la si soddisfa nei tempi che io decido, che io ritengo essere giusti...che poi possa fargli una sorpresa quando non se lo aspetta, portandogli una cosa che desidera da tempo, questo è altra cosa...
ma davvero se andate in edicola per voi..dovete comprare qualcosa per i figli.. cioè dovete equiparare la spesa, ma se non lo fate i vostri figli vi rimproverano l'acquisto del giornale? dunque lo fate sempre...con tutto?
e se cambiate la macchina?
quoto dani in tutto e per tutto
la penso esattamente come lei
e non capisco dove sia il negativo nell'accezione "educare" educativo"
il fatto che il limite sia educativo non implica che non sia motivato, anzi per me è educativo proprio nel momento in cui può essere spiegato e di conseguenza metabolizzato dal bambino, altrimenti è una semplice imposizione e non userei mai il termine educativo per un'imposizione.
ho l'impressione, in questi giorni, di utilizzare le parole in modo diverso da lenina o cosetta, per me educare vuol dire educare, punto,non sottointende imporre, e non mi frega se in qualche libro o teoria pedagogica gli viene data anche questa accezione. E' scorretta e non utilizzo il filtro etimologico del tal libro per leggere i post di questo o quell'utente, cerco prima di capire cosa vuol dire l'utente in questione e poi semmai spaziare sulla teoria pedagogica più o meno oppressiva