c'ho confusione in testa
dico solo che io la penso come cosetta (identico) e ho scoperto di aver sposato un clone della dani69 (ho buttato li l'argomento stasera)
siamo messi bene ahahahah
Accontentare subito i desideri?
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Io non mi riferisco a nessun libro Fede.Erin-75 wrote:quoto dani in tutto e per tutto
la penso esattamente come lei
e non capisco dove sia il negativo nell'accezione "educare" educativo"
il fatto che il limite sia educativo non implica che non sia motivato, anzi per me è educativo proprio nel momento in cui può essere spiegato e di conseguenza metabolizzato dal bambino, altrimenti è una semplice imposizione e non userei mai il termine educativo per un'imposizione.
ho l'impressione, in questi giorni, di utilizzare le parole in modo diverso da lenina o cosetta, per me educare vuol dire educare, punto,non sottointende imporre, e non mi frega se in qualche libro o teoria pedagogica gli viene data anche questa accezione. E' scorretta e non utilizzo il filtro etimologico del tal libro per leggere i post di questo o quell'utente, cerco prima di capire cosa vuol dire l'utente in questione e poi semmai spaziare sulla teoria pedagogica più o meno oppressiva
Il punto è: ok a noi non torna il concetto "limiti educativi", ma perché a "voi" invece non torna il concetto che i limiti imposti ragionevolmente dalla realtà sono sufficienti?
come se bisognasse imporne altri, come se il fatto di non poter spendere ogni giorno qualche euro per cose inutili non fosse sufficiente di per sé a non esagerare con gli acquisti, come se l'attenzione per la salute e le carie non fosse sufficiente a limitare caramelle e dolci eccetera.
Perché se siamo d'accordo su questo, è inutile continuare a discutere.
Qualcuno ad esempio parlava dell'attesa, dell'importanza dell'attesa di per sé, come se andasse appositamente creata.
Ma dove, in che famiglia, i bimbi non devono mai attendere qualcosa? io lo trovo irrealistico.
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Quando parlo di limite artificiosamente educativo parlo di quei limiti posti non perchè non sia realmente il caso in quel momento di soddisfare la richiesta (cosa che succede spesso obiettivamente) ma perchè si decide a priori di non farlo per insegnare l'attesa.Erin-75 wrote: il fatto che il limite sia educativo non implica che non sia motivato, anzi per me è educativo proprio nel momento in cui può essere spiegato e di conseguenza metabolizzato dal bambino, altrimenti è una semplice imposizione e non userei mai il termine educativo per un'imposizione.
Io non credo che esistano bambini che non attendono mai.
La giornata di un bambino è fatta di attese esattamente come la nostra, aspettano che finisca la scuola, aspettano che torni la mamma aspettano che sia ora di mangiare anche se hanno fame prima.
Aspettano che i genitori possano per andare a passeggio, aspettano il loro cartone preferito.
Le attese fanno parte della vita in tutto i campi io penso che non serva crearle.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
http://franceefamiglia.com/
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
http://franceefamiglia.com/
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"