Una vita sfortunata...

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Moderator: Paola

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Lelia
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Post by Lelia »

Sì certo, sono storie di coraggio individuale e molto in anticipo sui tempi.
Oggi, a livello sociale, non credo che un divorzio sia così dirompente. Ovviamente è, o meglio può essere, massacrante a livello personale, su questo non discuto.
Ma dire che 20 o 30 anni fa (ovvero alla fine degli anni 70 o 80) un divorzio fosse tanto mal visto da essere infattibile...non so. Sicuramente non era facile e c'erano forti condizionamenti sociali, soprattutto in certe realtà, ma non era impossibile.
Per questo sono d'accordo con Silvi nel dire che, almeno in parte, si tratta di scelte (e non parlo di scelte obbligate).
La vera sfortuna secondo me sta nel trovarsi in una situazione matrimoniale così infelice E non avere la forza per cambiare le cose. I due fattori insieme sono micidiali, questo è fuor di dubbio (parlo in generale naturalmente).
I'm selfish, impatient and a little insecure.
I make mistakes, I am out of control and at times hard to handle.
But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
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Claudia
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Post by Claudia »

Lelia wrote:Chiedo scusa per aver un po' invaso questo post con considerazioni personali.
Personalmente, per carattere, non credo molto alle scelte obbligate in questo campo, quanto piuttosto a tutta una serie di paure e di condizionamenti che crediamo insormontabili e che ci servono poi da alibi per giustificare una serie di non-scelte.
Non è eroico, ma è umano.
E' dannatamente umano.
Certamente possono esistere paure, condizionamenti e quant'altro ma non credo che siano usate come alibi, perlomeno non frequentemente.
Pensa a questi anni di problemi economici per molti, come si fa ad attuare un proposito di separazione ...mondo del lavoro , case carissime ecc.
Io so che tu non sai che io so.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

(Gesù Cristo)
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Lelia
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Post by Lelia »

Sì è vero Claudia. Tristissimo ma vero. Però d'altra parte mi dico anche che le situazioni economiche difficili ci sono sempre state, in certi periodi anche più di ora, eppure ci sono sempre state donne che hanno avuto il coraggio di lasciare mariti insostenibili (non pensiamo che prima della legge sul divorzio non ci fossero separazioni, ci son sempre state anche se ovviamente erano molto più rare).
Forse quello che manca davvero è una famiglia allargata sulla quale poter contare. Mia nonna quando lasciò mio nonno tornò temporaneamente a vivere dai suoi genitori e fu aiutata da tutti i suoi 8 fratelli. Lei lavorava come sarta, e intanto mia madre e mia zia stavano con i nonni o con i tanti zii. C'era miseria e c'era pure la guerra, ma ci si aiutava tanto. Oggi forse manca questo. O forse non siamo più abituati a fare a meno di tante cose e ci si spaventa di più all'idea di dover far senza. Non lo so, sto riflettendo ad alta voce.
E' anche vero che io vengo da una famiglia con generazioni di donne lavoratrici e bene o male in grado di contribuire al bilancio domestico. Credo che l'indipendenza economica della donna faccia un'enorme differenza in queste cose. Infatti io son stata cresciuta con l'idea del "sempre meglio avere un lavoro che dover dipendere da un bischero di marito" (altissima considerazione del genere maschile, del resto è comprensibile se rileggete la mia storia famigliare :ehehe: ).
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