Una vita sfortunata...

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Enza 52
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Post by Enza 52 »

per dare un po l'idea di come si concepiva il mondo femminile, 50 anni fa, racconto un episodio accaduto ad una lontana parente di mia madre.
il marito la tradiva, anzi aveva proprio una doppia vita, e questa signora si era talmente rassegnata al fatto, che quando l'amante del marito venne a mancare, accolse tranquillamente in casa, il figlio avuto con quest'altra donna, lo tratto come fosse suo figlio e senza considerare la cosa un fatto straordinario.
allora era un bimbetto, è l'unico della famiglia ad essersi laureato ed oggi è un politico.

ps. quando l'amante era in vita, la parente di mia madre, aveva diviso con questa doppia famiglia, non solo il marito ma anche lo stipendio d'impiegato comunale di quest'uomo (se così possiamo definirlo)
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A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.

ISAAC ASIMOV
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Claudia
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Post by Claudia »

Lelia wrote:Sì è vero Claudia. Tristissimo ma vero. Però d'altra parte mi dico anche che le situazioni economiche difficili ci sono sempre state, in certi periodi anche più di ora, eppure ci sono sempre state donne che hanno avuto il coraggio di lasciare mariti insostenibili (non pensiamo che prima della legge sul divorzio non ci fossero separazioni, ci son sempre state anche se ovviamente erano molto più rare).
Forse quello che manca davvero è una famiglia allargata sulla quale poter contare. Mia nonna quando lasciò mio nonno tornò temporaneamente a vivere dai suoi genitori e fu aiutata da tutti i suoi 8 fratelli. Lei lavorava come sarta, e intanto mia madre e mia zia stavano con i nonni o con i tanti zii. C'era miseria e c'era pure la guerra, ma ci si aiutava tanto. Oggi forse manca questo. O forse non siamo più abituati a fare a meno di tante cose e ci si spaventa di più all'idea di dover far senza. Non lo so, sto riflettendo ad alta voce.
E' anche vero che io vengo da una famiglia con generazioni di donne lavoratrici e bene o male in grado di contribuire al bilancio domestico. Credo che l'indipendenza economica della donna faccia un'enorme differenza in queste cose. Infatti io son stata cresciuta con l'idea del "sempre meglio avere un lavoro che dover dipendere da un bischero di marito" (altissima considerazione del genere maschile, del resto è comprensibile se rileggete la mia storia famigliare :ehehe: ).
E' vero, siamo sempre più sole. Soprattutto in città, anche se leggo di donne che se la passano in modo simile anche nei piccoli centri.
L'indipendenza economica può certamente fare la differenza, come può farla l'esempio ricevuto.
Devo andare ora Lelia ( che bel nome hai) micetta mia è un'ora che mi fa la posta per venire a dormire accanto a me!
Non è solo per questo, sono stanca, la giornata è lunga se la si inizia alle 5,45!
Ti auguro una buona notte!

Buonanotte anche a te lucina accesa!
Io so che tu non sai che io so.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

(Gesù Cristo)
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Lelia
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Post by Lelia »

Sì Enza, le storie delle "doppie famiglie" erano all'ordine del giorno.
Ma parliamo di 50 anni fa appunto. Non di 20 o 30, e in Italia tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta/Ottanta sono state fatte conquiste sociali enormi. Che poi si faccia prima a cambiare le leggi piuttosto che le teste della gente o i costumi della società è verissimo.
Ma è altrettanto vero che ogni essere umano è in parte artefice del proprio destino.
Poi non so quale sia la storia della mamma di Sharazade né in quale parte di Italia viva, ripeto che il mio è un discorso generale.
Ma torno a dire che ognuno fa delle scelte. Si può non avere il coraggio necessario per fare delle scelte di rottura, ma purtroppo allora se ne pagano le conseguenze. Non è giusto in certi casi, ma è così. Io non ritengo corretto parlare solo di "sfortuna".
I'm selfish, impatient and a little insecure.
I make mistakes, I am out of control and at times hard to handle.
But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
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