condivido tutto quello che dicitroppi_gatti wrote:
però non mi isolavo.
magari giocavo con le polly 2 giorni, il terzo andavo da un'amica, il quarto veniva l'amica e giocavamo un po' a quello e anche ad altro, poi c'era il tempo pieno, poi giocavo di nuovo, poi c'era catechismo, poi andavo al cinema con la mia mamma..
capite?
era il mio gioco preferito.
non AVREI fatto altro, ma lo facevo.
invece ora vedo il mio cuginetto (ma non solo lui. la figlia di un'amica, la nipote di un'altra, il figlio di un'altra ancora) OSSESSIONATI dal ninentendo ds, o dai cartoni.
e mi chiedo, non mi spiego, cosa ci sia di diverso.
mio cugino non risponde se gioca, o se guarda i gormiti.
io lo facevo.
mio cugino non vuole andare al parco, se ci sono i cartoni.
io, seppure amassi mila e shiro, e non volessi perdere troppe puntare, uscivo a giocare eccome.
cosa c'è di diverso?
non ero fatta bene io e sono sbagliati loro.
non è "la nuova generazione", io mi RIFIUTO di farla così semplice.
ma allora?
che siano proprio queste limitazioni?
non prendetela male, non è una critica nè un giudizio, è solo un'ipotesi di una mamma completamente inesperta ma che di buono ha il ricordarsi benissimo com'era essere bimba.
se a me qualcuno avesse detto "gioca a polly mezz'ora" gli avrei riso in faccia.
mezzora? mezzora mi serve per mettere in fila i cofanetti e aprirli tutti!
e se mi avessero interrotta dopo che avessi iniziato a giocare?
mi sarebbe venuto il panico, cielo! lasciare così a metà la vita (perchè di vita si tratta, i tuoi giocattoli da piccola sono vivi eccome) delle mie povere polly.
se mi avessero detto "è passata un'ora, spegni!" mentre giocavo alla play, altro che ridere, mi sarei proprio arrabbiata.
che ne sai tu, adulto, della fatica che ho fatto io per "arrivare fin qui"?
il punto di salvataggio è lontano, se spengo adesso perdo tutto il lavoro che ho fatto finora.
avrei visto l'adulto come ignorante e menefreghista, come quello che non può assolutamente capire.
non dico che lo fosse, ORA so.
ma all'epoca? l'avrei pensato eccome.
però penso che i videogiochi creino una forma di dipendenza che una partita a pallone (tanto per fare una esempio) non crea.
Ho delle colleghe che si lamentano che i figli stanno tutto il giorno a giocare e che gli dicono di spegnere però non gli offrono alternative. Non fanno qualcosa con loro né si offrono di fare in modo che i loro figli si vedano con degli altri bambini. E questo credo sia il punto cruciale: perchè devo smettere di fare una cosa che mi piace se non ho una alternativa valida?
Sul fatto poi che il videogioco di per sè non sia negativo concordo, purchè però ci sia anche altro. Perchè davanti al videogioco sei da solo, e per bravo che tu sia non hai nessuno con cui confrontarti. Quando giochi con altri, per es. a pallone, troverai chi è più bravo di te e chi meno. Sarai preso in giro e imapererai a gestire anche le frustrazioni. Giocando da solo a un videogioco no. Ma lo stesso vale anche per i giochi tradizionali. Credo sia importantissimo che i bambini giochino con altri bambini, perchè l'isolamento può anche diventare una forma di chiusura e di protezione.
E trovo importantissimo che i bambini facciano un pò di movimento, anche solo una passeggiata all'aperto con i genitori. La sfida è farglielo piacere. Trovare lo stimolo giusto. Ovvio che se 6 giorni a settimana lascio che giochi e basta difficilmente il settimo riuscirò a scollarlo...
Il videogioco sicuramente è più comodo e riposante. Per figli e genitori.
