guarda come è bravo quel bambino

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Musci

Post by Musci »

vavi wrote:La prima risposta che m'e' venuta in mente e' stata: non l'ho mai fatto. Ma non perche' io mi sia posta chissa' quale paletto educativo, semplicemente perche' ho una figlia "gestibile", quindi e' raro che io mi sia trovata ad "invidiare" il comportamento dei figli altrui.

Poi pero' riflettendoci sopra non e' del tutto vero, e' capitato che indichi a Sara la compagna di ginnastica che e' piu' brava ad alzare le gambe mentre fa la ruota, o il bambino del banco davanti che si inginocchia a messa per insegnarle quale postura assumere e in che momenti... e sinceramente non ci vedo nulla di male, nel mostrare ai nostri figli che si puo' trarre un insegnamento anche dall'osservazione degli altri.

Allora qual'e' la differenza? Il fatto che l'osservazione sia contestualizzata? O e' il fine che si pone il genitore (insegnare vs criticare)? O forse il fatto che il confronto e' circoscritto ad un unico aspetto e non mette in dubbio la persona in quanto tale?

Insomma io vorrei assolvere il confronto come pratica, quando non comporta nessuna umiliazione.
quoto ... la mia bimba ha 2 anni e mezzo, e molte volte, in preda dal panico da capricci, ho indicato altre bimbe, più o meno coetanee, che in quello stesso momento passavano di lì buone buone... ci provo... non funziona mai, ma mi viene quasi spontaneo in quel momento, senza nessuna intenzione di umiliare la mia piccolina, che a quanto pare, non gliene frega niente e continua a urlare... sono, direi, tentativi per calmarla e no ci vedo niente di male...
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Vavi
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Post by Vavi »

Gwen wrote:e perchè mai dovrebbe sembrare un perdente perchè non uso il confronto per insegnare? :mumble:
Come dici tu avrà mille occasioni per confrontarsi nella vita, e quando accadrà io la appoggerò, ma il discorso educativo è un altro, e io il confronto non lo uso perchè lo ritengo dannoso PER educare. Figuriamoci se inizio a farlo "per abituarlo".

Educare senza confrontare ed insegnare a gestire il confronto esterno sono due cose diverse e che possono andare di pari passo secondo me.
Non ho mai detto che sia matematico che sia cosi', ho solo detto che si rischia, perche' l'ho gia' visto accadere, poi sta a te, ovviamente giocartela no?

Ma perche' Gwen separi il discorso educativo dalla vita quotidiana? Sei sua madre, non la sua maestra. Usi la parola educazione in un modo strano non so spiegarlo...
Io vorrei che mia figlia sappia che si puo' vincere senza umiliare gli altri, perdere con onore o arrivare pari condividendo la gioia... pero' se non si mette in gioco per paura di confrontarsi si perde qualcosa... non ho mai detto che BISOGNA confrontarli, ho detto che se capita, con intelligenza e sensibilita', perche' no?
Esistono milioni di sfumature di grigio, non esiste solo il bianco o il nero.
Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.
Gwen

Post by Gwen »

vavi wrote:Non ho mai detto che sia matematico che sia cosi', ho solo detto che si rischia, perche' l'ho gia' visto accadere, poi sta a te, ovviamente giocartela no?

Ma perche' Gwen separi il discorso educativo dalla vita quotidiana? Sei sua madre, non la sua maestra. Usi la parola educazione in un modo strano non so spiegarlo...
Io vorrei che mia figlia sappia che si puo' vincere senza umiliare gli altri, perdere con onore o arrivare pari condividendo la gioia... pero' se non si mette in gioco per paura di confrontarsi si perde qualcosa... non ho mai detto che BISOGNA confrontarli, ho detto che se capita, con intelligenza e sensibilita', perche' no?
Esistono milioni di sfumature di grigio, non esiste solo il bianco o il nero.
Quello che ti ho evidenziato lo condivido molto, e sarebbe quello che vorrei insegnare anche io a mia figlia quando si troverà a confrontarsi, per dire, nello sport o in qualunque altra cosa.
Quando il confronto è esterno, è dovuto alla convivenza con gli altri, quando non lo faccio io ma è "automatico" (nel momento in cui ti metti a praticare uno sport per esempio appunto).
E questo modo rientrerà sì nell'educazione.

Ma usare IO il confronto, crearlo anche quando non c'è, PER insegnare è diverso e lo ritengo distinto, non riesco a farmi capire.
Se nel confronto ci sei già a prescindere ti aiuto a gestirlo in modo equilibrato, ma non te ne creo uno io, anche perchè che sia la mamma a confrontarti anche migliore dei modi è ben più rischioso, e anche se non si vuole il bimbo potrebbe percepirlo del tipo "la mamma mi confronta con tizio perchè pensa che io sia meno bravo/perchè vorrebbe un figlio come tizio/perchè è scontenta" ecc.
Secondo me la differenza dei modi non garantisce al 100% che si evitino cose del genere, che possono generare sofferenze e insicurezze e poi sì che allora rischi di farti travolgere e di non saper gestire i confronti fuori se manchi di sicurezzza in casa.
Pure il rischio fosse minimo io non voglio correrlo.
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