11 novembre: Mirco ha smesso di ciucciare

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lenina
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Post by lenina »

Palli wrote:A me il peridon è stato pescritto a titolo "precauzionale".
Perchè ad un mese dalla nascita di Samuele, la mia famiglia è stata colpita da una tragedia enorme.
Tutti temevano per me, per la mia possibile fragilità emotiva post-partum e per questo bimbetto piccolissimo che si nutriva solo del mio latte.
Mi hanno prescritto il peridon.
Il risultato nel mio caso sono stati dei dolorosissimi ingorghi mammari.
Che è assurdo.
Perchè lo stress non fa diminuire il latte ne rende difficile l'emissione.
Dare il peridon in una situazione in cui l'emissione è difficile è assurdo.
Potrebbero aiutare se proprio ci sono situazioni particolarissime le pastiglie sublinguali di ossitocina che aiutano appunto l'uscita del latte (ma si usano pochissimo di solito è sufficiente trovare il modo di calmarsi)
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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LauraDani
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Post by LauraDani »

Alessia wrote:perché lui crescendo ha bisogno di più latte e ciucciando di più incrementa la produzione e dopo qualche giorno torna tutto a posto!...
dunque dopo qualche giorno la mia produzione aumenta, dunque non c'è un limite a quanto latte io posso produrre?
lenina wrote:...Perchè lo stress non fa diminuire il latte ne rende difficile l'emissione...
questo lo quoto perchè l'ho sperimentato! io avevo quest'incubo del tiralatte, dovevo riuscire a tirarmi abbastanza latte da lasciarle per il giorno dopo, quando sarei andata a lavorare.
Era un tormento per me, perchè non ho mai avuto il latte che ti sgorga fuori e ti bagna la maglietta, e mai ho visto mia figlia con la bocca sporca di latte (e cresceva 250 gr. alla settimana, eh!): dunque mi mettevo lì e me lo tiravo.
E i primi minuti non usciva niente di niente e più vedevo che non usciva niente, più mi veniva l'ansia.
Poi avevo imparato a non guardare il barattolino attaccato alla pompetta, guardavo in giro, leggevo, ad ecco, magicamente arrivava il latte e facevo 140 ml in 10 minuti.
poi non ci sono riuscita più... :cry:
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia
.

(E. Montale)
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Alessia
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Post by Alessia »

LauraDani wrote:dunque dopo qualche giorno la mia produzione aumenta, dunque non c'è un limite a quanto latte io posso produrre?



ti dico solo che una mia vicina di casa dovendo usare il tiralatte causa gemelli, tirandosi il latte da entrambi i seni 8 volte al giorno notte e giorno ogni 3 ore, è riuscita a tirarsi 2 litri di latte al giorno per un anno.

sul serio.

però devi allattare sempre a richiesta e comunque frequentemente.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE>
(Kahlil Gibran)
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