Ma scusa, ricercando un po' ho trovato questo (cit.test):Giada88 wrote:
Se hai studiato anche tu biologia ne converrai con me col fatto che non si sa come possa reagire all'impianto di cellule staminali embrionali all'interno di un organismo, non si può sapere se si sviluppano malattie genetiche portate dalle nuove cellule.
Lo studio clinico di fase riguarderà una decina di pazienti con gravi lesioni del midollo spinale (che tuttavia devono essere recenti, riportate non più di due settimane prima): scopo della ricerca è garantire che non vi siano fenomeni di rigetto e che la terapia sia sicura, anche se i medici sperano che possano esservi fenomeni di rigenerazione del tessuto.
Ora, alla luce di questo potrebbe, se andasse male, verificarsi:
-un rigetto
- una mancata rigenerazione del tessuto.
Ma nella pratica, come fanno delle staminali a modificare il tuo cariotipo? Perchè tu sviluppi una malattia genetica devi averla nel tuo codice genetico, non è che quello possa subire variazioni. e bastasse il contatto con cellule iniettate, teoricamente ogni donna incinta di un embrione con difetti cromosomici potrebbe sviluppare anomalie genetiche, la gravidanza non è forse la prova che si possa ospitare un altro dna senza "alterare" il proprio? Davvero, non riesco proprio a capire nella pratica come potrebbe accadere quello che tu paventi, ecco.
Ma scusa, la clonazione terapeutica non si fa producendo embrioni in vitro mediante clonazione per trapianto di nucleo (così che il sistema immunitario del ricevente le identifichi come proprie e non le rigetti)? Perciò sempre staminali embrionali sarebbero, embrionali clonate, ma non vedo dove stia la differenza a livello etico... se basta un dna a fornire un'anima, una blasto clonata ha ugualmente un'anima, no?Giada88 wrote: Non è che la clonazione è la panacea di tutti mali ma hai in mente quanti ostacoli anche a livello bioetici aggireresti.



