Resto perplessa da alcune cose perchè mi chiedo se dietro ad alcuni ragionamenti ci sia un minimo di conoscenza sull'argomento.
Qui si parla di discriminazione, di società che non è pronta e parallelamente di "omosessuali" come se fossero una specie umana a sè.
Io sono nata da una coppia eterosessuale sposata e ho avuto dentro le mura di casa un infanzia felicissima.. alle elementari ho passato anni da incubo perchè portavo gli occhiali, ero troppo silenziosa, non mi sapevo difendere.
Ho iniziato a sopravvivere alle medie quando ho imparato a difendermi e a relazionarmi meglio.
I miei genitori eterosessuali non sono mai stati per i miei piccoli compagni un motivo valido per accettarmi.
Il centro di tutto questo discorso non dovrebbe essere "gli omosessuali hanno diritto a fare figli?" ma "i figli di omosessuali hanno diritto ad avere dei diritti?".
Perchè le coppie in questione esistono già in Italia, non sono una lontana possibilità.
Insieme a loro esistono già i loro figli che hanno un vero grande problema: due persone che li amano, li crescono, li seguono ma legalmente un solo genitore.
Con tutto quello che comporta: solo uno dei due ha il dovere di mantenerli, solo uno dei due può decidere per salute-scuola.. e se il genitore ufficiale muore? :sticazzi:
Vi lascio il link a questo documentario, non so quanti l'abbiano visto... era andato in onda a notte fonda su rai 3.
E' sicuramente più interessante delle mie parole.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/me ... 4a9b0.html
Coppie omosessuali e figli
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quoto, non dico "potrei averlo scritto io" perchè non sono così brava con le parole...però più o meno lo pensavo da tempo!!! :cisssss: ( concedimi sta faccina Polè ti prego hahahahahah )Paola M. wrote:Un tempo ci si chiedeva se fosse giusto che i neri e gli zingari avessero figli,
poi toccò agli handicappati
poi ai malati terminali
poi alle vedove
poi a chi ha avuto problemi di droga, depressione, alcool
poi agli ex carcerati
poi a donne ed uomini sterili
oggi a gay e lesbiche,
nel frattempo la mamma dei cretini è sempre incinta
e nessuno si scandalizza.
Un bambino è di chi lo ama e lo cresce con rispetto, dedizione ed amore,
il resto è discriminazione e non è stare dalla parte dei bambini, ma da quella del pregiudizio.
Qualche anno fa la pensavo come te Giada88, non sono mai stata razzista e le discriminazioni razziali o sessuali mi facevano ( e mi fanno tutt'ora ) venire il voltastomaco, però non condividevo il fatto che una coppia Gay potesse avere un figlio.
Sono cresciuta e maturata, con gli anni ho allargato ancora di più i miei orizzonti e le mie vedute limitate su questo argomento, ho iniziato a farmi delle domande cercando di darmi delle risposte.
Ho conosciuto coppie gay tramite il mio lavoro e con loro ho instaurato un bellissimo rapporto, mi hanno fatto vedere tramite i loro racconti (e i nostri scontri/confronti sull'argomento) che alla fine non serve essere maschio e femmina per amare un bambino...come ha scritto Paola " un bambino è di chi lo Ama".
Trovo questa frase sia di una verità infinita.
"Ogni giorno lo sento battere questo cuore, lo vivo anche quando ne sono lontana, e piango e rido e mi emoziono e mi sento parte di questa vita.
Anch'io con le mie piccole vicende quotidiane che passo all'interno di questa linfa che circola nelle vene di Noi mamme"( Viola52.)
" è difficile avere tutta una vita felice ma tanti giorni felici fanno una vita felice... "( Evelina )
T.Rex 29.04.2008
Ezechiele 09.12.2011

Anch'io con le mie piccole vicende quotidiane che passo all'interno di questa linfa che circola nelle vene di Noi mamme"( Viola52.)
" è difficile avere tutta una vita felice ma tanti giorni felici fanno una vita felice... "( Evelina )
T.Rex 29.04.2008
Ezechiele 09.12.2011

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ciao, ti do prima di tutto il benvenuto, la tua storia è simile a tante, anch'io ho una figlia di 18 anni che si è autoemarginata, perché non rispondente ai canoni che chiede la società, ed ho una figlia di 36 anni (sono un po' anzianotta) che si cresce da sola 2 bimbe perché rimasta vedova, sui diritti reclamati e non riconosciuti delle coppie omosessuali, o comunque conviventi, faccio mio quel principio di diritto, che però si ferma alla parte burocratica.Allibita wrote:Resto perplessa da alcune cose perchè mi chiedo se dietro ad alcuni ragionamenti ci sia un minimo di conoscenza sull'argomento.
Qui si parla di discriminazione, di società che non è pronta e parallelamente di "omosessuali" come se fossero una specie umana a sè.
Io sono nata da una coppia eterosessuale sposata e ho avuto dentro le mura di casa un infanzia felicissima.. alle elementari ho passato anni da incubo perchè portavo gli occhiali, ero troppo silenziosa, non mi sapevo difendere.
Ho iniziato a sopravvivere alle medie quando ho imparato a difendermi e a relazionarmi meglio.
I miei genitori eterosessuali non sono mai stati per i miei piccoli compagni un motivo valido per accettarmi.
Il centro di tutto questo discorso non dovrebbe essere "gli omosessuali hanno diritto a fare figli?" ma "i figli di omosessuali hanno diritto ad avere dei diritti?".
Perchè le coppie in questione esistono già in Italia, non sono una lontana possibilità.
Insieme a loro esistono già i loro figli che hanno un vero grande problema: due persone che li amano, li crescono, li seguono ma legalmente un solo genitore.
Con tutto quello che comporta: solo uno dei due ha il dovere di mantenerli, solo uno dei due può decidere per salute-scuola.. e se il genitore ufficiale muore? :sticazzi:
Vi lascio il link a questo documentario, non so quanti l'abbiano visto... era andato in onda a notte fonda su rai 3.
E' sicuramente più interessante delle mie parole.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/me ... 4a9b0.html
Se due persone dello stesso sesso non possono procreare, non condivido il volere un figlio che tra l'altro sarebbe naturale solo per uno dei due, a tutti i costi.
Mi metto nei cortei affinchè si estenda l'adozione a tutti purché umanamente degni, ma la procreazione penso debba essere gestita nella maniera più naturale possibile.
Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
ISAAC ASIMOV
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