“Il bue ha muggito piano, l’asina ha sbatacchiato forte le orecchie. E’ stato un applauso di bestie il primo benvenuto al mondo di Ieshu, figlio mio. Non ho chiamato Iosef. Gli avevo promesso un figlio all’alba ed era ancora notte.viola 52 wrote:
Si la similitudine ci sta, ma non trovo molto rispondente definire quello di maria un utero in affitto, quando gesù è nato, non ha dovuto restituirlo al legittimo proprietario, ma si è data a questo figlio, come tutte le mamme del mondo, e neppure Dio lo ha chiesto.
Fino alla prima luce Ieshu e’ solamente mio. E’ solamente mio: voglio cantare una canzone con queste tre parole e basta. Stanotte qui a Bet Lehem e’ solamente mio.
Succhiava e respirava, la mia sostanza e l’aria: “Non potrai avere niente di piu’ bello di questo bimbo mio. Il respiro di una notte di kislev scarsa di luna te l’offre la tua terra d’Israele, il succo di madre-patria lo spremi tu da me. Questo e’ il meglio che potremo darti, la tua terra e io”.
Fuori c’e’ il mondo, i padri, le leggi, gli eserciti, i registri in cui iscrivere il tuo nome, la circoncisione che ti dara’ l’appartenenza a un popolo. Fuori c’e’ odore di vino. Fuori c’e’ l’accampamento degli uomini. Qui dentro siamo solo noi, un calore di bestie ci avvolge e noi siamo al riparo dal mondo fino all’alba.
Poi entreranno e tu non sarai piu’ mio.”
Erri De Luca

