Il tema spinoso della divisione dei beni etc etc

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girasole75
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Post by girasole75 »

Ambra wrote: semmai ha colpa lo Stato a non garantire il minimo sociale.
Chi sta a casa principalmente per scelta non può lamentarsi di stare a casa e non può paragonare il lavoro fuori E DENTRO casa al solo lavoro domestico...sarebbe un´ipocrisia
bella e buona dire che stirare camicie e badare a figli e casa sia in termini di fatica paragonabile a svegliarsi alle 6,mettersi in macchina,portare i figli a scuola,timbrare il cartellino,uscire da lavoro,riprendere i figli,fare la spesa,portare i figli in palestra,tornare a casa,cucinare,lavare,stirare etc etc
Poi se non è una scelta lo stare a casa è un bel problema...io ho amiche che
quasi quasi pagherebbero per lavorare ma non trovano o sono state licenziate
appena sono nati i figli.
Non svalorizzo la loro situazione di casalinghe,dico solo che così come esistono stronzi
che se ne vanno con le ballerine di lap dance,esistono tante stronze che con la "scusa"
dei figli e della casalinghitudine hanno messo in mutande tanti uomini che hanno chiesto la separazione perché non più innamorati,senza necessariamente passare per il tradimento.
Premesso che chi scrive convive e lavora a tempo pieno sia dentro che fuori casa, con aiuto da parte dell'uomo ok ma ci mancherebbe altro, non sono molto daccordo con quello che scrivi.
Quante scelgono di non lavorare, mi chiedo? Molte scelgono di rimanere con i figli, e siccome il mondo del lavoro diventa irto di ostacoli per molte che hanno figli, devono scegliere di non lavorare o comunque di penalizzare una carriera continuativa e stabile. Poi vorrebbero riprendere a lavorare, ma fosse facile! Che ci fai con 7 euro l'ora? A Roma (ovvio eh, io parlo di Roma) non ti ci paghi nemmeno il pianerottolo del seminterrato.
Da altre parti non so. Dov'era il coniuge quando si era stabilito che la donna rimanesse a casa? Quello che voglio dire è che col mondo del lavoro di adesso dove per rientrare con un contratto decente devi avere a) conoscenze b) un gran fattore C, c)un'ottima formazione d) essere under 35, tra poco under 30 al momento in cui si arriva al capolinea come fa la donna a vivere del suo solo stipendio? Perché è vero quello che scrivi, che la donna può finire per mettere l'uomo in mutande, ma ammettiamo che per una donna è molto più difficile che per un uomo rientrare decentemente nel mondo del lavoro, soprattutto se ha figli?
Poi immagino, molti siano i casi diversi... però parlo della maggior parte delle persone... o forse sbaglio, ti dico di quello che vedo io... ma se la gente rinuncia a fare figli per problemi di lavoro un motivo ci sarà!
Poi certo, ho conosciuto casi in cui lei con 5 figli ce l'ha fatta, lui era fuggito per debiti pensa tu... ma i figli all'inizio cara l'hanno pagata, lei carissima in termini di scelte di vita.
Ho conosciuto anche chi ha conosciuto un'altra e senza alcun problema ha dato tutto, soldi e casa, alla moglie e al figlio.
Secondo la filosofia, non del tutto sbagliata, che se sei rimasto in mutande con un'altra in un senso ci rimani anche con l'ex moglie in un altro... però ammetto, questa fermezza d'animo è un caso raro.
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Mirko e i furetti
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Post by Mirko e i furetti »

butto li la provocazione.
ovviamente tralasciando il discorso figli ma tenendo in considerazione solamente il rapporto fra coniugi.

ma un rapporto fra coniugi non è, alla fine della fiera, un contratto?

se io ho un contratto di collaborazione è ovvio che la mia vita cambia anche in funzione della mia collaborazione.
potrei essere portato a prendere una casa in un posto "comodo" solamente per la ditta.
potrei essere portato a iper-specializzarmi in qualcosa che poi non è vendibile e a non aggiornarmi per quanto riguarda altre parti del mio lavoro.
e quando il contratto di lavoro si interrompe non è che vado a chiedere gli alimenti alla ditta. mica chiedo alla ditta con cui non lavoro più una parte del suo capitale.
anche se il contratto si interrompe per colpa dell'altro.

fuori di metafora il discorso generale mi pare che sia "ti ho sposato, ho cambiato il mio modo di vivere per conformarlo alla vita di coppia quindi adesso che ci lasciamo tu mi devi risarcire del fatto che mi sono conformato".

ma a meno che il coniuge non sia stato forzato, e in questo caso si parla di reato, il conformarsi è stata una scelta cosciente dettata dalla situazione e anche opportunistica.
quindi perché chiedere il risarcimento per qualcosa che ho scelto di fare?

la provocazione ovviamente vale per entrambi i coniugi.

saluti cattivi
Mirko
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piccole piratesse crescono...
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questa foto era grossa, lo so. ma qui si lamentano...
rimpicciolendola rende meno l'idea...
chi se ne frega?
è il pensiero che conta.
P.S. per compensare la fatica che ho fatto a rimpicciolirla diventerò ancora più fastidioso.


www.NoiMamme.it
probably the best forum in the world.

evoluzione in una frase: la sopravvivenza non casuale di codici che si modificano casualmente - r. dawkins in una trasmissione irlandese
c'è una RAGIONE per cui gli atei non si fanno schiantare con gli aerei contro i palazzi
le persone che non hanno senso dell'umorismo e non vogliono essere prese in giro per le loro credenze non dovrebbero credere in cose così facili da prendere in giro
sono agnostico. e sono molto più compassionevole del tuo dio
Chloe83

Post by Chloe83 »

Quoto Laura, a me sembra che le separazioni impoveriscano tutti a ogni livello.
Trovo spesso sottovalutato l'apporto di chi lavora in casa. Apporto dato alla famiglia e al coniuge (libero di dedicarsi completamente alla sua carriera). Apporto dato in una forma decisa insieme, che porta onori ed oneri ad entrambi, e che non sempre può essere modificato a coppia scoppiata, se abbiamo deciso che io dedicassi a marito e figli 20 anni di vita non è poi granchè possibile trovare una collocazione nel mondo del lavoro. Essendo una decisione comune ognuno si smazzerà la sua parte di rischio a riguardo: quella della casalinga è non avere soddisfazione lavorativa, quella del consorte della casalinga sarà di dover provvedere a lei anche in caso di separazione. Non è giusto che i rischi ricadano unilateralmente su una sola parte (ci tengo a precisare che non parlo per tornaconto, io pur casalinga ho un reddito, mio marito non mi dovrebbe alcun alimento).
Donne che ne abbiano profittato vivendo meglio di prima del divorzio io non ne conosco. Conosco donne che ricevono dei signori alimenti (perchè i mariti percepiscono signorissimi stipendi E non hanno modo di barare in proposito, perchè poi diciamoci chiaro che in Italia non sempre quanto dichiarato corrisponde a quanto percepito, e gli alimenti vengono stabiliti sulla base di quanto dichiarato) ma che hanno comunque un tenore di vita inferiore rispetto a prima della separazione.
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