Fra cent'anni, se sogno, vorrei l'invenzione o la rivisitazione di qualcosa di meglio del capitalismo.
Se non sogno... non ai livelli di Ila
Credo che si stia andando di male in peggio, e non so se riusciremo (riusciranno i miei nipoti) a frenare la distruzione delle risorse naturali, né come si risolverà la sproporzione di benessere nel mondo (ci livelleremo tutti quanti in medio-poveri con picchi di ricchezza schifosa? Nuovi centri di potere sorgeranno e noi occidentali finiremo la nostra decadenza?).
Se penso ai miei discendenti, sono preoccupata per loro, e il moto di tenerezza nel pensare a loro non basta a scacciare il dispiacere di immaginarli in un mondo peggiore, così come io ritengo di vivere in un mondo peggiore rispetto ai miei genitori. Loro hanno visto, sì, nella prima infanzia la guerra e l'indigenza, ma si sono risollevati andando con gioia verso il futuro, hanno pensato di mettere la fantasia al potere da ragazzi, da adulti hanno se non altro goduto dell'ingannevole benessere degli anni 80, e da vecchi hanno la stabilità economica garantita dal nostro welfare e dai risparmi che sono riusciti ad accantonare.
Noi e i nostri figli non abbiamo e non avremo tanta fortuna.
I nostri discendenti li vedo messi pure peggio...
Quanto all'interrogarmi sul non esserci fra un secolo in modo malinconico, devo dire che sotto questo aspetto subentra il mio lato materialista. La mia morte è la fine di tutto, per me; quel che sarà dopo non mi riguarda, sarà affare dei discendenti e non mi suscita eccessiva curiosità.
