Coppie omosessuali e figli

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Giada88
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Post by Giada88 »

Più che giudicare bisogna mettersi nei panni delle persone...
Le uniche che condanno sono le madri che abbandonano i figli appena nati in posti che non siano l'ospedale.
Non tanto x l'abbandono perchè magari, x quanto lo consideri terribile, ci sono fondati motivi, ma cazzo, non abbandonarlo x strada, così lo condanni a morte certa...
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...Al peggio non c'è mai fine...

E' inutile...una fava non potrà mai diventare un cervello.

Mettici amore in tutto quello che fai (grazie mamma)
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Mirko e i furetti
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Post by Mirko e i furetti »

Manustefa wrote: :ok:

:quote:

Io no ne facevo una differenza di"riconducibilità biologica" ma di inizio, motivazioni e finalità di percorso.
1)Un bimbo che già c'é in un grembo, probabilmente non progettato si dà genitori diversi, nel caso dell'adozione, si spera con motivazioni generose verso di lui perché si pensa a vario titolo di non poter garantirgli un a vita adeguata affettiva o materiale (benché io non lo saprei fare, anche se fosse più egoistico tenerlo in determinate condizioni!).

2)Si programma, si concepisce un figlio per altri genitori e si porta avanti la gravidanza per conto terzi, e anche in questo caso si spera davvero per un atto di generosità almeno verso quei genitori (e mai di "mercimonio" puro), nell'utero in affitto.

E' proprio una differenza ontologica, di essenza: perché se motivate e gestite correttamente entrambe, dovrebbero avere giudizio morale differente? Se così fosse l'adozione sarebbe vincente in quanto non interverrebbe almeno a crearla una situazione, ma solo a risolverla.
Forse l'equivoco nasce dal fatto che parlando di ADOZIONE ogni tanto si sbaglia e si scivola a parlare al suo presupposto, l'abbandono?


MA POI, vi è davvero utile mettere a confronto le 2 modalità?
:mumble:
PS. detto ciò, se sbircio e dico la mia, è perché cmq il discorso stimola anche me. :happy:
dai dai che siamo arrivati all'ontologico...
sta agorà va che è un biju.

saluti filosofi
Mirko
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piccole piratesse crescono...
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questa foto era grossa, lo so. ma qui si lamentano...
rimpicciolendola rende meno l'idea...
chi se ne frega?
è il pensiero che conta.
P.S. per compensare la fatica che ho fatto a rimpicciolirla diventerò ancora più fastidioso.


www.NoiMamme.it
probably the best forum in the world.

evoluzione in una frase: la sopravvivenza non casuale di codici che si modificano casualmente - r. dawkins in una trasmissione irlandese
c'è una RAGIONE per cui gli atei non si fanno schiantare con gli aerei contro i palazzi
le persone che non hanno senso dell'umorismo e non vogliono essere prese in giro per le loro credenze non dovrebbero credere in cose così facili da prendere in giro
sono agnostico. e sono molto più compassionevole del tuo dio
Gwen

Post by Gwen »

Chloe83 wrote:Quoto.


Questo discorso non mi piace punto.
Che vuol dire la parte grassettata? Perchè lasciare andare un bambino che non ha i tuoi geni dovrebbe esser più facile che lasciarne andare uno omologo? Se la madre surrogata è facilitata al non attaccamento per il fatto che il bambino non ha i suoi geni allora anche chi diventa mamma da embrioadozione partorisce un figlio non suo? Se è più difficile non attaccarsi a un figlio concepito facendo sesso significa che chi è stato concepito in altri modi è meno "figlio"? Mi vengono i brividi.

Per me la biologicità non c'entra veramente niente e nemmeno credo c'entrino granchè le intenzioni iniziali. Per me le madri surrogate vivono la gravidanza in un modo atipico, diverso da quello comunemente vissuto, che sa scindere accudimento/contenimento dal senso di appartenenza. Per me bisogna semplicemente prendere atto che alla stessa esperienza non risponde per forza lo stesso vissuto, io non capisco come si possa separarsi da un bambino tenuto dentro, ma evidentemente si può, che io non lo capisca non lo rende sbagliato. Solo "sbagliato" per me (nel senso che io non lo potrei fare, non ne sono in grado).
E credo che la stessa cosa, di accudimento/contenimento disgiunto dall'appartenenza, avvenga nelle adozioni prenatali, dove invece la gestante è geneticamente legata al feto.
Quindi, per rispondere a Laura, la differenza tra adozione prenatale e surrogata per me non c'è (o meglio, c'è nella misura in cui la surrogata non è mai scelta obbligata).
La differenza tra questi due casi e l'abbandono invece mi appare macroscopica.
Un conto è deporti nel mondo, affidato a cure impersonali e con nessuna idea precisa di quale sarà e quando sarà trovato qualcuno che ti ami.
Un conto è deporti in braccia aperte, braccia che si è valutato essere più amorevoli e salde delle proprie, braccia che si è deciso di aiutare a non stringere più il vuoto.
Mi rispiego.
Come ho già scritto (ma hai letto?) IO non sarei mai in grado di fare da madre in affitto perchè PER ME un figlio è un figlio per il solo e unico fatto che me lo porto in grembo e lo partorisco (parlando di gravidanze e lasciando fuori le adozioni da questo discorso). Perciò per come sono fatta io non riuscirei mai a staccarmi da un figlio solo perchè non è biologicamente mio.
Io con la biologicità ci faccio una cippa.

Ma conosco molte persone che fanno della biologicità tutto. E non è che perchè esistono persone come me o te che se ne fregano che allora non esistono persone diverse Chloe.
Io conosco molte donne che dicono chiaramente che se un figlio non è loro biologicamente allora non lo sentirebbero loro. E punto.

E proprio pensando a loro deduco che forse proprio la mancanza del legame biologico possa rendere possibile per alcune donne distaccarsi da un figlio in maniera piu "facile" e meno traumatica che concependo un figlio col proprio marito.
Non ho detto che lo condivido, dico che secondo me la madre in affitto funziona anche grazie a ragionamenti simili, che ci piacciano o meno.
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