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LauraDani wrote:non riesco a condividere quasi niente di questo tuo intervento
non capisco perchè dici che ci rimettono quasi sempre gli uomini: io, nella mia esperienza (che non contempla centinaia di casi come conosci tu, ma qualche decina sì) non ho mai, e dico mai, visto una moglie separarsi dal marito avere in collocamento i figli e guadagnarci.
Mai, ti ripeto
Perchè per quanto il marito sia ricco, l'assegno di mantenimento per i figli non è mai così sostanzioso da coprire effettivamente le spese necessarie per crescere i bambini, e la moglie si trova a dover lavorare (per mantenere se stessa e i figli) e crescere i figli di fatto da sola in una vita non semplice sia per l'aspetto economico che logistico
sempre poi che questo assegno di mantenimento i padri lo versino regolarmente, il che spesso non avviene
non sto dicendo che i mariti sono tutti stronzi o che invece a loro vada di lusso
anzi, nella mia esperienza, la separazione non arricchisce proprio nessuno e invece impoverisce tutti
questo per quel che conosco io
continuo a non capire perchè secondo te il lavoro dentro la tua casa non possa essere paragonato al medesimo lavoro dentro casa degli altri: forse tu credi che le casalinghe se ne stiano a casa a guardare le soap opera bevendo il the con le amiche e forse tu conosci casalinghe così
io conosco casalinghe che si sbattono 20 ore al giorno, non finiscono praticamente mai di essere "al lavoro" e non c'è bisogno che qualcuno versi loro uno stipendio per farmi ritenere che il loro sia un lavoro vero e proprio
e se una sta a casa perchè il lavoro non lo trova o perchè l'hanno licenziata, a maggior ragione penso che non per questo debba andare a chiedere l'elemosina in caso di separazione
stronzi possono essere uomini e donne
nella mia statistica di donne che abbiano sposato uomini al solo fine di farsi poi mantenere con la separazione non ne conosco
conosco donne che si sono sposate con stronzoni per i soldi, questo si, ma i soldi di lui se li godevano stando con lui, non separandosi
forse in Germania è diiverso, qui l'assegno di mantenimento per la moglie tiene conto anche della durata del matrimonio, dell'età della moglie, ecc.
se sei una sgallettata che si sposa il riccone sperando di farsi mantenere dopo una separazione, devi essertelo tenuto come compagno per un bel pò prima
penso che i tuoi amici abbiano una bruttissima considerazione delle donne, se pensano che queste li sposino solo per poterseli spolpare
ciao gwen, era un pò che mi domandavo dove fossi sparita.
comunque io sono con te, anche se quoto l'intervento di chloe, di palli e di losbanos: nelle separazioni si da quasi sempre il peggio
ma nulla ci vieta di poter dare se non il meglio, almeno qualcosa di decente
Mirko e i furetti wrote:...e quando il contratto di lavoro si interrompe non è che vado a chiedere gli alimenti alla ditta.
anche se il contratto si interrompe per colpa dell'altro.
...il conformarsi è stata una scelta cosciente dettata dalla situazione e anche opportunistica...
a parte che se la ditta per cui lavori ti licenzia senza un valido motivo lo puoi chiedere eccome un risarcimento
si spera che i coniugi prendano alcune decisioni (tipo quella di stare o meno a casa dal lavoro) valutandone insieme i pro e i contro
nella valutazione può entrare anche la tutela che mi potrebbe essere riconosciuta se e quando un domani l'accordo venisse meno
e come dici tu, il discorso che fai vale sempre che non ci siano figli
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
LauraDani wrote:la separazione (o comunione) dei beni non c'entra molto con l'eredità
cerco di spiegarmi
tu e tuo marito (è marito, giusto?) avete un regime di separazione dei beni
quando lui morirà, tu erediterai una parte dei suoi beni
se la casa è tutta sua, tu erediterai una parte della casa, un'altra parte andrà alle sue 2 figlie (la prima avuta in prime nozze e la seconda avuta con te)
se la casa fosse stata in comunione dei beni, metà casa era tua e metà casa era sua
alla sua morte tu avresti ereditato una parte della sua metà e le due figlie erediterebbero l'altra parte della sua metà
tu come moglie, inoltre, hai sempre diritto ad abitarla
sono stata chiara?
Ho diritto ad abitarla a patto che sua figlia possa ricevere la sua parte (mica può aspettare magari 30 anni no? abbiamo solo 12 anni di differenza). Ma se io non avessi denaro per darle questa parte, dovrei vendere la casa. Il commercialista mi ha detto che bisogna che il marito dia per iscritto un "usufrutto a vita" per evitarlo. Ma io temo che se la prenderebbe se glielo chiedessi. Anche se la figlia avida lo è di sicuro (ha espresso parere negativo alla nascita di un altro fratellino perchè "già devono dividere in due, figurarsi in tre!").
Se fossimo in comunione comunque la parte di sua figlia sarebbe minore, quindi maggiore la mia possibilità di ripagargliela.