ma voi come vi sentite davanti al bullismo?

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Moderator: Paola

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Valentina
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Post by Valentina »

loffin wrote:Arriviamo a questi benedetti giovani, i discorsi che fate voi li faceva mia madre, li faceva mia nonna, andiamo alla deriva, i valori ecc ecc ...


Circostanzia questo "voi" please , perchè io mi prendo tutto, ma vorrei capire perchè mi includi in una generalizzazione in cui mi si dice che faccio i discorsi di luoghi comuni che faceva tua nonna!! :cisssss:

Io trovo che questi ragazzi siamo mediamente MIGLIORI di noi, trovo i maschietti commuoversi e piangere, trovo le femmine più intenzionate a ritagliarsi un ruolo preciso nella società, li trovo più informati, cosmopoliti, meno razzisti.
Trovo le teste calde che fanno atti di bullismo contro l'handicappato, ma siamo figli del secolo scorso in cui un statista tedesco li voleva cremare tutti gli handicappati e un gerarca italiano che difendeva il maschio italico sano.


Io personalmente evito di metterla nei termini di ragazzi MIGLIORI o ragazzi PEGGIORI]Arriviamo alla questione BRANCO, qui dovrei aprire una voragine, nessuno di noi o raramente è immune al branco, in fin dei conti quante volte ci troviamo a fare branco, a non alzare la mano e dire NON sono d'accordo? a non intervenire se vediamo un'ingiustizia? a stare in SILENZIO di fronte alla ricerca della verità??[/quote]

Personalmente è da tutta la vita che del BRANCO me ne frego proprio e, anzi, combatto con la mentalità per la quale allinearsi agli altri è cosa buona giusta.
Devo dire che su questo punto sono certa di dare a mio figlio l'esempio funzionale a fargli apprendere che la sua identità come uomo è preziosissima.
Se le persone avessero un pochino di più di fiducia in loro stesse e in quello che pensano, io credo che vivremmo tutti meglio.
Ci sarebbero figli e adolescenti più sani, se ciascuno di loro potesse esprimere sè stesso con libertà, senza essere infilato a forza nel "branco".

Ma sono così diversi da noi questi giovani?

Le piaghe sociali di BULLISMO, sono direttamente proporzionali a quelle di delinquenza, povertà, immigrazione, droga, distruzione delle famiglie, delitti famigliari ecc ... e di tutto hanno colpa glia dolescenti?


Assolutamente no, non è certo colpa degli adolescenti.
Sono d'accordo con te.
Infatti proprio sopra ho scritto che imputo il 90% della colpa ai genitori.
Genitori che non necessariamente sono snaturati o disgraziati: magari semplicemente non hanno la forza e il coraggio di dire NO.
E NO come lo immagino io, non è rivolto ai bambini, ma agli altri o a se stessi.

Faccio un esempio, per spiegarmi meglio.

Se un bimbo passa tutti i pomeriggi a smontare e rimontare giocattoli ed io quando lo fa lo sgrido perchè mette in disordine, fa casino, mi disturba "l'idea che rompa tutto" e lo iscrivo a pallacanestro perchè ci vanno tutti gli altri compagni, pure quel suo amichetto tanto tranquillo che quando sta in casa non rompe mai nulla ed è tanto pacato.
Se io faccio così, non sono forse io, mamma, che pur armata di buone intenzioni, lancio a mio figlio due messaggi POTENTISSIMI ?
UNO: che quello che lui è per natura e per indole NON MI PIACE.
DUE: che fare quello che fanno gli altri è la COSA GIUSTA e che è meglio rinunciare a fare quel che ci dice la nostra testa per fare quello che fa la maggior parte delle persone che ho intorno.

Credo che ci voglia molto equilibrio e molta pazienza.

E il coraggio di dire NO mamma di Tizio, mio figlio non è come gli altri 8 della classe a cui piace correre dietro al pallone.
NO Suocera cara, mio figlio non sta "rompendo" i giochi, sta studiando come sono fatti e come ricostruirli.
NO marito mio, io preferirei che andasse come gli altri a giocare a pallacanestro, eppure nostro figlio ama passare i pomeriggi a manipolare giochi.
NO A ME STESSA, che ho la tentazione di volere paragonare il mio bambino a quello degli altri.

Poi io NON POSSO incazzarmi, se quel mio figlio a 14 anni si fa le canne perchè anche se a lui non va e in famiglia gli abbiamo detto che stordirsi per divertirsi non è un valore condivisibile, però lo fanno tutti e lui non HA LA FORZA di dire NO.

Mi sono spiegata? :D

Io vedo questo in luce negativa più di altro.
La mancanza di fiducia in se stessi e il desiderio poco funzionale di "usare" i figli come "vanto sociale."
E nella mia seppur breve esperienza di mamma, l'ho visto purtroppo spesso.

Forse posso sembrare dura, è che su questo punto mi metto io per prima in guardia e alzo sempre di più il livello di attenzione.
Non esistono limiti alla mente se non quelli che noi stessi le imponiamo
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Post by Valentina »

Rie wrote:Ecco mi rifiuto di accettare quel 90% di colpa del genitore.
Non che sia confortante... perchè tendo, invece, a giudicare la recente deriva del bullismo (in una certa misura è sempre esistito) come un fenomeno determinato da un crollo di valori della società nel suo complesso, a cui l'eventuale isola felice di una famiglia attenta e ricca non può porre un valido argine.
Non del tutto, almeno.


Il concetto, però, è quello.
Potrebbe accadere a me, a mio figlio.
Quel che si cerca di trasmettere negli 0-12 anni...
Vorrei che contasse di più.
Ma non ci credo.


E cosa conta, allora?
Te lo chiedo, chidendolo a me stessa e a tutte, ovviamente.
Sai, non credo che il tuo sia pessimismo, credo sia semplicemente timore di qualcosa che "potrebbe" accadere.
Ovvio che non basta esserci a trasmettere tutto dagli 0 ai 12 anni e poi ciao, chi si è visto si è visto. Solo che questo è un periodo di formazione, sono le fondamenta su cui poggia tutto il "Palazzo" :-))
Conta molto anche il fatto di esserci poi, dopo, durante, sempre.
E su questo credo che possiamo essere tutte d'accordo.

L' esempio di cronaca di Giuliani, per quanto drammatico e doloroso, non rappresenta grazie al cielo, la maggior parte dei casi.
Voglio dire, non possiamo sconfortarci o rassegnarci pensando che TANTO POI QUEL CHE SARA' SARA' E NON DIPENDE DA NOI ops ma dal caso, dalla scoietà (che poi siamo sempre noi!!) , dal fato, dagli amici, dai nemici, dal governo o da chiunque altro...

Giusto?

Noi dobbiamo crederci, che contiamo più di chiunque altro, oggi, per educare i nostri figli.

Perchè forse non possiamo prevedere tutto e proteggerli da tutto, un giorno saranno soli, fuori, nel mondo.
Ma possiamo "estrarre" con amore da loro tutte le immense risorse che possiedono, lasciargliele esprimere con fiducia, fare il tifo per loro e le loro passioni per far sì che un giorno sappiano ragionare con la loro testa, si sappiano comportare, sappiano amare, crescere, difendersi e vivere da adulti.

Non è facile, eppure se noi mamme magari un po' più attente, diamo un esempio di "successo" alle altre....chissà, forse ci copieranno.

Io sono ottimista!! :cisssss:
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Post by b71 »

Valentina wrote:E per identità sana e ben formata, intendo che dagli 0 ai 12 anni, proprio quando l'identità di un essere umano prende forma, c'è poco da raccontarsela.


Io sui limiti d'età di cui parlate ho qualche perplessità.
Per la mia esperienza, e per quella che ho vissuto di altri
ma sulla mia pelle, credo che DAI 12 ai 20 (mettiamolo come paletto
per l'età della maturità, adulta è una parola troppo forte) sia l'età in
cui si forma l'identità, si plasma sui primi dolori, si riformula sui primi successi.
E credo che sarà in quell'età che il "nostro" lavoro diventerà
ancora più difficile. Proprio perché i nostri figli saranno nel loro
momento più fragile.
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