grande ester
io sono una rompicojoni nel mio piccolo ma mi limito per quieto vivere
e penso che molte altre facciano altrettanto
il peggio e' che mentre io almeno mi rodo e questo a volte mi fa agire,mi sembra che a molti le cose non diano neppure fastidio
ma voi come vi sentite davanti al bullismo?
Moderator: Paola
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lavinia wrote:grande ester
io sono una rompicojoni nel mio piccolo ma mi limito per quieto vivere
e penso che molte altre facciano altrettanto
il peggio e' che mentre io almeno mi rodo e questo a volte mi fa agire,mi sembra che a molti le cose non diano neppure fastidio
Tu potrai non crederci, ma la prima persona che mi ha dato dell'esagerata è stata mia cognata, poi la cugina di mio marito e mio marito mi ha dato della rompicoglioni (ma con orgoglio).
Invece il parentado era proprio seccato? Ma sapete di cosa? Che io avevo attirato tanto l'attenzione su di noi e addirittura la mia cara cognatina mi ha detto che non è bello dire che mio figlio è autistico
Ci ho litigato in tutte le salse e continuo a farlo, perchè io ho imparato a "sfruttare" questa parola. Una volta che riesci a sconfiggere il termine, guardando tuo figlio e vedendo che per te potrebbe pure essere un marziano, tu lo ameresti cmq, io ho cominciato a sfruttare la parola. Ho ottenuto tante cose, ma lo dico con orgoglio SEMPRE E SOLO se poteva essere utile a JO. Faccio un esempio stupido, io avrei diritto al tesserino disabile che si mette in macchina, e che praticamente ti permette di parcheggiare davanti all'entrata del centro commerciale o dovunque ti pare e piace. Io, e lo dico con orgoglio, quel tesserino non l'ho MAI VOLUTO, mio figlio può camminare (fortunatamente) perchè devo togliere un parcheggio a qualcuno che invece potrebbe averne realmente bisogno. Al contrario invece, sono stati erogati dei contributi tecnologici. Praticamente se tu compravi un pc lo stato ti dava indietro il 75% ebbene li mi ci sono fiondata, ma non per i soldi. Perchè è un diritto di mio figlio avere quel contributo E IO ME LO PRENDO.
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loffin wrote:Lella wrote:Io però farei una distinzione, il bullismo, quello ad esempio dei più grandi che fanno i galletti con i più piccoli, è una cosa, il bullismo dove c'è chiaramente violenza di gruppo e sopraffazione su un soggetto più debole è un'altra.
Ecco non vorrei si cadesse nell'eccesso opposto di iper-protezione mammosa, un pò ci sono cascata anch'io l'anno scorso quando ad Andrea è stato dato un clcio senza motivo da un suo compagno.
Ci sono certi comportamenti naturali che secondo me servono anche a capire come gira il mondo e non ne farei proprio un dramma, tanto più che potrei anche dire che per molto tempo è stato Jacopo vittima del "bullismo" del fratello maggiore.
Caricare troppo emotivamente episodi secondo me normali è anche quello controproducente.
E' così che gira il mondo?
Io non sono d'accordissimo lella, sarà che gli episodi di nonnismo non mi sono mai piaciuti, la vita militare non fa per me.
Che il più grande di età a scuola si pregi della sua età anagrafica, dei suoi successi credo sia normale, quando c'è di mezzo la benché minima violenza io non ci sto.
Non dico sia l'anticamera del bullismo, per carità, ho già detto che è un fenomeno circostritto ad alcune situazioni di disagio, ma che si avvalli un calcio, un soppruso, una forzatura con la scusante: così va il mondo, non mi piace.
E per i diversamente abili che il mondo NON va così? per i sordomuti che non possono urlare? per i paraplegici che non possono dare calci? per il bambino timido che non ha voglia di imporsi?
Paola ma io non penso che Lella giustifichi un calcio o un sopruso con la scusante "così va il mondo"
non penso che abbia detto questo a suo figlio quando si è preso il calcio...
ma che i nostri figli possono subire un sopruso può benissimo capitare (siano essi abili o diversmente abili)
e dovranno trovare il LORO modo per reagire e difendersi
a prescindere dall'intervento delle mamme,
anzi in parecchi casi forse è auspicabile che le mamme non intervengano per niente.