loffin wrote:Altra cosa: il disagio.
All'inizio dell'anno scolastico la maestra Wanda fa ai nuovi genitori sempre lo stesso discorso che io trovo assolutamente positivo.
Se vostro figlio torna a casa dicendo di avere un disagio RIPETUTO, una situazione che gli va stretta o lo infastidisce, non temete di venircela a riferire, anche se ritenete che debba superarla con le sue forze, che è giustissimo ma io da insegnante devo vigilare che questo accada nella maniera corretta, che non vuol dire che intervenga, ma che possa fare il mio mestiere di EDUCATORE.
io quoto la maestra Wanda, è esattamente così che deve essere.
Il bimbo parla col genitore, il genitore va dalla maestra senza colpevolizzare nè lei nè la scuola ma esponendo il problema, la maestra non si dovrebbe sentire infastidita nè colpevolizzata ma giustamente avvertita per VIGILARE nel giusto modo che NON E' "la mamma di tizio mi ha detto che...", non è mettere in mezzo il bimbo NE' andare dal "colpevole" e rimproverarlo, è stare attenta, avere occhio per quando succedono questi episodi ed intervenire con TUTTI i coinvolti a scopo educativo, nel modo che ritiene più appropriato di volta in volta.
Già a 4-5 anni si sentono furbetti e pensano di poterla fare franca, a volte ci riescono davvero ma basta davvero poco per rimetterli a posto.
Non credo proprio per nulla, e in questo non sono d'accordo con la compagna Lella, che debbano essere lasciati soli a sbrigarsela da soli perchè non è così che deve andare, la prepotenza NON DEVE esserci ed è alla base, quando ancora si può fare qualcosa, che gli EDUCATORI possono e devono intervenire.
(ma capiamoci: intervenire in questo caso a scopo educativo, non semplicemente in difesa del più debole ma proprio con lo scopo di insegnare a lui a difendersi e all'altro ad essere meno aggressivo e più rispettoso degli altri. A volte può essere semplicemente metterli a fare un lavoro insieme, una relazione inizialmente forzata che li fa legare, giusto per fare un esempio)

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