Più raccontava più suonava il mio allarme interno.
Ciò che stava raccontando.....ero io!
Mi ha raccontato di un marito presente fisicamente ma....assente con la mente e col cuore.
Un marito che fa sìsì e poi non sa ripetere quello che ha sentito.
Un marito che vaga con i pensieri.
Un marito che sembra triste, ma che se gli chiedi cosa c'è che non va, ti risponde assolutamente niente, perchè?
Un marito che pare costantemente in prestito anche a casa sua, con lo sguardo in fuga.
Dio, come mi ci sono ritrovata.
E ho ritrovato mio marito nella sua frustrazione.
Ne abbiamo parlato a lungo ieri sera, fino all'una del mattino.
Le ho raccontato di come io non mi senta mai in pace, di come io sia sempre alla ricerca di qualcosa, della frustrazione che deriva da tutto questo.
Il SAPERE che si è fortunati, di avere una bella famiglia, un marito perfetto, una casa, una famiglia numerosa e amorevole, una figlia meravigliosa....MA.
C'è sempre un MA.
E' come se qualcuno dicesse: da 1 a 100 quanto sei felice?
E tu rispondessi: 100!
E dentro di te pensassi "già....ma oltre quel 100 cosa c'è? Io voglio vedere il 101...e il 102.
Da questo ne deriva un senso di inadeguatezza cosmico.
Un senso di "passaggio" su questa terra, come se fossimo qui, ma non ci volessimo del tutto stare.
E' un vedersi spesso dal di fuori, come in un film. E scuotere un pochettino la testa. Come se quello che stiamo vedendo non ci stesse del tutto piacendo.
Ma perchè, di grazia!?
Ho tutto quello che volevo e che voglio!
Lo so, forse è un ragionamento contorto, non me ne vogliate.
Ma ci vuole un gran lavoro di introspezione per arrivare a pensare a voce alta queste cose.
E adesso le scrivo qui, per capire se sono la sola, se è una cosa comune, se deriva da una qualche forma, come mi era stato ventilato da un terapeuta, di una sorta di "lato oscuro" dell'anima.
Che davvero non fa mai essere in pace e serena e non mi fa mai sentire "a casa", ma sempre alla ricerca.

