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viola 52 wrote:La crisi c'è e non intesa come percezione, ma come fatto reale.
C'è crisi nei consumi e quindi nella produzione di beni destinati al consumo, e tutti gli effetti che da questo scaturisce.
indubbiamente non si è potuto più tenere lo stesso stile di vita di qualche anno fa, soprattutto non si riesce più a fare dei progetti.
Io capisco chi si scandalizza nel sentir parlare di crisi, da chi caso mai apparentemente sembra non subirla, ma bisognerebbe vedere quella persona quale stile aveva e quali erano le sue aspettative, prima del 2008.
Mio marito percepisce uno stipendio che generalmente viene corrisposto a tre operai, però questo non ci permette di accantonare, perché si fa fatica a lasciare abitudini acquisite che facendo parte di noi, non ci appaiono nemmeno
fuori norma, e pure, un operaio ha dovuto modificare il proprio stile di vita, e se si fa un rapporto, questa metamorfosi la si sente ancora di più in una classe che si sarebbe detta benestante, che in altre.
Non mi ritrovo tanto in questo discorso, sai?
Soprattutto nella parte grassettata.
Perchè magari il benestante avrà anche dovuto rivedere le sue abitudini acquisite e consolidate.
Ma sarà stato sicuramente più facile per lui che per l'operaio da 1000 euro al mese.
Lì si parla di riuscire ad arrivare alla fine del mese non di scegliere se rinunciare al filetto per una prosaica fettina di secondo taglio.
Palli wrote:Non mi ritrovo tanto in questo discorso, sai?
Soprattutto nella parte grassettata.
Perchè magari il benestante avrà anche dovuto rivedere le sue abitudini acquisite e consolidate.
Ma sarà stato sicuramente più facile per lui che per l'operaio da 1000 euro al mese.
Lì si parla di riuscire ad arrivare alla fine del mese non di scegliere se rinunciare al filetto per una prosaica fettina di secondo taglio.
ma infatti enza mi sa che parlava dei "benestanti" che la sentono di più.
però non sono d'accordo.
saluti incompresi
Mirko
piccole piratesse crescono... questa foto era grossa, lo so. ma qui si lamentano...
rimpicciolendola rende meno l'idea...
chi se ne frega?
è il pensiero che conta.
P.S. per compensare la fatica che ho fatto a rimpicciolirla diventerò ancora più fastidioso.
evoluzione in una frase: la sopravvivenza non casuale di codici che si modificano casualmente - r. dawkins in una trasmissione irlandese c'è una RAGIONE per cui gli atei non si fanno schiantare con gli aerei contro i palazzi le persone che non hanno senso dell'umorismo e non vogliono essere prese in giro per le loro credenze non dovrebbero credere in cose così facili da prendere in giro sono agnostico. e sono molto più compassionevole del tuo dio
Palli wrote:Non mi ritrovo tanto in questo discorso, sai?
Soprattutto nella parte grassettata.
Perchè magari il benestante avrà anche dovuto rivedere le sue abitudini acquisite e consolidate.
Ma sarà stato sicuramente più facile per lui che per l'operaio da 1000 euro al mese.
Lì si parla di riuscire ad arrivare alla fine del mese non di scegliere se rinunciare al filetto per una prosaica fettina di secondo taglio.
no per carità, non era questo il mio discorso, fatto così mi spoglia di tutta la comprensione verso chi appunto guadagna 1000 euro al mese (non proprio 1000 ma poco più è lo stipendio dei miei figli), perché indubbiamente nel pratico, c'è maggior rinuncia.
ma rispondevo alla questione che a volte si fanno dei commenti affrettati su chi apparentemente non sembra subire la crisi, ma se si guarda nel profondo, la crisi la si subisce tutti, e dicevo che in rapporto il benestante ha dovuto abbassare di più la testa, perché ha dovuto ridurre di tanto le proprie aspettative.
tra l'altro non è un dato che mi sono inventata, ma si dice che la crisi ha colpito principalmente quelle famiglie che prima potevano definirsi senza problemi.
Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.