Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
LauraDani wrote:forse enza intende dire che se sei abituato a tirare la cinghia ti pesa meno di quanto possa pesare a chi la cinghia fino a quel momento non solo non l'ha mai tirata, ma anzi ha pure vissuto in totale superficialità e spenzieratezza
non so, io l'ho intesa così
Se al lavoratore "abituato" (ammesso e non concesso che ci si possa abituare...) a tirare la cinghia per arrivare a fine mese viene decurtato lo stipendio (cassa integrazione, diminuzione di turni di lavoro, licenziamento e successiva sussistenza con la disoccupazione etc etc) in modo che a fine mese non ci arriva più e deve rinunciare all'essenziale dici che ne risente meno di quello che vive nell'agiatezza e deve rinunciare a parte di essa?
Continuo a non essere assolutamente d'accordo, poi ognuno la vede come gli pare
Mirko e i furetti wrote:ma infatti enza mi sa che parlava dei "benestanti" che la sentono di più.
però non sono d'accordo.
saluti incompresi
Mirko
viola 52 wrote:no per carità, non era questo il mio discorso, fatto così mi spoglia di tutta la comprensione verso chi appunto guadagna 1000 euro al mese (non proprio 1000 ma poco più è lo stipendio dei miei figli), perché indubbiamente nel pratico, c'è maggior rinuncia.
ma rispondevo alla questione che a volte si fanno dei commenti affrettati su chi apparentemente non sembra subire la crisi, ma se si guarda nel profondo, la crisi la si subisce tutti, e dicevo che in rapporto il benestante ha dovuto abbassare di più la testa, perché ha dovuto ridurre di tanto le proprie aspettative.
tra l'altro non è un dato che mi sono inventata, ma si dice che la crisi ha colpito principalmente quelle famiglie che prima potevano definirsi senza problemi.
Enza scusa, non volevo essere acida nè mi sarei permessa di additarti di mancata comprensione verso chi percepisce uno stipendio da 1000 €.
Però continuo a non essere d'accordo con il tuo discorso.
Son convinta che la crisi la si senta tutti, più o meno.
Ma appunto credo che l'operaio la senta di gran lunga di più perchè la sente gravare sul necessario.
no, non dico che ne risente di meno, è ovvio
però continuo a pensare che il discorso di enza cercasse di mettere a fuoco una conseguenza della crisi magari meno evidente di quelle lampanti relative alla materialità quotidiana
non credo fosse una gara a chi sta peggio
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.