Riflessioni sul dolore dell'attesa disattesa

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Moderator: Paola

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micmar
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Post by micmar »

quel dolore mi è famigliare
mi ricordo bene quel vuoto nello stomaco tutti i mesi e la disperazione quando vedi tutti quelli attorno a te con il pancione. perchè si può essere contente per le amiche, ma ci si chiede sempre " e a me quando?"
io non ho trovato un'alternativa, si è risolto solo dopo che ho stretto tommaso tra le braccia.

gli aborti degli ultimi anni hanno ricreato quel buco nero e solo la necessità di tenere i piedi ben saldi per terra per tommaso, mi ha ridato una certa serenità.

domani mio figlio compirà cinque anni ma la sensazione di avere rubato qualcosa che non era destinato a me è rimasta.

le domande sul perchè noi no, non le ho mai vissute come una mancanza di rispetto, credo che la gente lo faccia con leggerezza senza rendersi conto di quanto dolore può provocare. di solito rispondevo con sincerità e raramente mi veniva chiesto una seconda volta.
adesso le persone mi chiedono come mai tommaso è figlio unico, anche in questo caso una risposta sincera pone fine a tutte le discussioni.
"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, trasformato e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere. della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita" E. Berlinguer


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ginger
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Post by ginger »

betty matteo wrote:no aspe nemmeno io credo che se mi fosse capitato avrei optato per l'adozione, credo
ho solo voluto racontarti l'esperienza di mia cugine il suo dolore per tutti imesi in cui ci sperava in tutti gli anni
e poi il magico finale.

Non riesco a spiegarmi.

Io non so quale strada intraprenderò, ma dico che a chi ha problemi a restare incinta si prospetta sempre la possibilità dell'adozione come soluzione al problema qualora tutto il resto dovesse fallire.

Il fatto è che l'adozione non è una soluzione in quanto non è una certezza.
Sinceramente non so nemmeno se le probabilità di avere un figlio siano più alte con la pma o facendo domanda di adozione.
Non faccio differenza tra il modo a cui si arriva ad essere genitori, perché a conti fatti quello si è: genitori e figli.
Sottolineo come non c'è una via più certa che possa dare la sicurezza che mi farebbe stare bene.


E al magico finale ci voglio credere ogni mese, ma purtroppo devo fare i conti col pensiero che non sempre la magia succede.
[CENTER]Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

Ivano Fossati[/CENTER]
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la eli
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Post by la eli »

Ginger, io posso raccontarti quello che prova colei che è la MIA Amica da quando avevamo 11 anni.

Dopo quattro anni di "proviamo, vediamo se arriva" decide, con il compagno, di fare tutti gli esami necessari per scoprire la causa del loro "problema".
L'esito è stato azoospermia.
Han provato lo stesso varie cure ormonali che però non hanno avuto effetto.
Hanno provato con fitoterapia, massaggi, omeopatia. Questo per dirti che le hanno provate proprio tutte.
Si sono rivolti ad un centro per la fecondazione assistita ma il loro caso in Italia non può essere "trattato", hanno preso informazioni in Spagna. Hanno pensato all'adozione.
Poi si sono arresi.

In tutto questo percorso il loro stato d'animo balzava dalla depressione più nera nei momenti negativi all'euforia per una nuova possibile "cura".
Io ho vissuto il tutto molto "di riflesso" non sentendomela di chiedere troppe informazioni perché, soprattutto in lei, il dolore è stato tanto.
Ne parlava sempre (e ne parla ancora) con le lacrime agli occhi.
Poi tutti gli amici e conoscenti hanno iniziato ad aver figli (io compresa) e la situazione emotiva è andata via via peggiorando. "perché loro/voi sì e noi no? come posso sentirmi una persona completa senza figli? siamo una famiglia senza figli?"
era l'argomento dei nostri discorsi tra le sue lacrime e la sua rabbia.

Dall'altra parte però c'è stato un attaccamento molto stretto verso i miei bimbi, forse "attaccamento" non rende bene l'idea ma ora non saprei come descriverlo.
Li ama, gioisce per le loro conquiste e si addolora quando c'è qualcosa che non va.
Ricordo ancora la prima volta che lei e il suo compagno hanno visto Linda, il loro sguardo e la loro emozione quando ho chiesto loro di prenderla in braccio.

Questo per dire che da una parte c'era e c'è una sorta di "invidia" (passami il termine perché lo intendo unicamente in un'accezione positiva) mentre dall'altra c'è la traslazione di tutto l'affetto che hanno dentro e che non riusciranno a dare ad un figlio loro.

Anche se hanno rinunciato all'idea di un figlio loro, la ferita e lo strappo sono ancora lì, non si cicatrizzano, rimangono vivi e laceranti.
[RIGHT][LEFT][CENTER][LEFT][RIGHT][LEFT]I'm only responsible for what I say,not for what you understand[RIGHT]Lo dice la eli
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AtipicaMente
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Tommy Racing Team
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Tommaso 19/04/2006
Linda 08/07/2009

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