Mi hai commossa Ginger, dico solo questo.gingerale wrote:Elisa, grazie.
Io sono in una fase in cui provo molta invidia per le pance, ma un grande attaccamento ai bambini di amici con cui ho rapporti più stretti.
Quando ricevo notizie di nuove gravidanze è una sofferenza, ma per il fatto di vedere passare tanti treni ed essere sempre ferma alla stazione. E io vorrei che potessimo salire tutti sopra il treno.
Scusate se non sempre seguirò questa discussione con regolarità, ma per me è molto pesante e devo essere presa bene per venire qui a leggere. Vado a momenti.
Riflessioni sul dolore dell'attesa disattesa
Moderator: Paola
- la eli
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- ginger
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Ho iniziato a frequentarlo quando non sapevo ancora.pinnagialla wrote:Non avrei mai potuto frequentare questo forum in quel periodo, per farlo sei molto brava o forse molto pazza o forse troppo esigente con te stessa, Ginger. Ma credo tutte queste cose insieme.
Poi sono rimasta per le persone che mi stanno aiutando a portare questo peso. Perché la capizzione che ho trovato qui non è facile trovarla in giro.
E questo 3d nasce soprattutto dalla voglia di dare un abbraccio stretto ad una persona che è nella mia stessa situazione e necessitava di un po' di umana, empatica e sana capizzione.
[CENTER]Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.
Ivano Fossati[/CENTER]
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.
Ivano Fossati[/CENTER]
- acqualimpida
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non so se questo è il momento giusto per me per scrivere in questo luogo, Troppo dolore e troppe lacrime oscurano la mia mente. Ma ci voglio provare ugualmente perchè sento che sto implodendo. Cerco ogni giorno il modo per non far trapelare il mio dolore, per sembrare sempre allegra e fiduciosa. In realtà sono piena di rabbia per me stessa e per la vita che mi mette davanti ad una prova che sento di non poter superare e che mi sta cambiando profondamente.
Queste parole mi permettono di cominciare
mi resterà sempre l'idea di un corpo sterile, che non è ingrado di accogliere la vita, che non mi rappresenta, che quindi chissà se davvero merita di essere amato..e queste idee stanno modificando il mio modo di relazionarmi con gli altri e mi impediscono di gioire delle piccole cose di ogni giorno. Le mio giornate non sono normali, ma sono numeri in un ciclo verso una sicura delusione. Non posso organizzare i giorni in base a quello che desidero fare ma in base a quanto tempo è passato dall'ultimo ciclo. E se non faccio così mi rimprovero di non aver fatto il possibile e se lo faccio mi rimprovero di non vivere con naturalezza.
Queste parole mi permettono di cominciare
non so se mai un giorno potrò abbracciare quel figlio che tanto desidero e non so quale strada dovrò percorrere per raggiungerlo, ma comunque vada la mia vita sarà stata cambiata da questo dolore.pinnagialla wrote: Non mi pare giusto, qui, parlare di adozione, che pure ho scelto e che mi salvò dal baratro, prima che arrivasse Teresa, perché se è della difficoltà dell'attesa che parliamo, non è pensando alla fine di quest'attesa, che sia con l'adozione o con la PMA poco importa, che la si può capire meglio.
mi resterà sempre l'idea di un corpo sterile, che non è ingrado di accogliere la vita, che non mi rappresenta, che quindi chissà se davvero merita di essere amato..e queste idee stanno modificando il mio modo di relazionarmi con gli altri e mi impediscono di gioire delle piccole cose di ogni giorno. Le mio giornate non sono normali, ma sono numeri in un ciclo verso una sicura delusione. Non posso organizzare i giorni in base a quello che desidero fare ma in base a quanto tempo è passato dall'ultimo ciclo. E se non faccio così mi rimprovero di non aver fatto il possibile e se lo faccio mi rimprovero di non vivere con naturalezza.