Ginger ci sono ho letto e leggero tutto ma per ora non trovo le parole adatte per descrivere ciò che ho passato in tutti questi anni, ma quello che più mi dispiace e non avere nemmeno un consiglio per cercare di alleviare anche solo di un pochino il dolore, la rabbia, l ansia e la tristezza che quest attesa Dell attesa ti/vi sta causando
Il mio abbraccio e forte e sincero
Cristina
Riflessioni sul dolore dell'attesa disattesa
Moderator: Paola
- cristina69
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Beatrice sei il nostro miracolo...mamma e papà

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BEATRICE 21/5/2011
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Il bambino comincia in noi molto prima del suo inizio.
Ci sono gravidanze che durano anni di speranza, eternità di disperazione.
Marina Cvetaeva, Lettera all'Amazzone, 1932 (pubbl. postuma)
"lascia perdere, mi dovevo contare pure le mutande
perché con una in più l'auto scoppiava." Pandina dixit

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BEATRICE 21/5/2011
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Il bambino comincia in noi molto prima del suo inizio.
Ci sono gravidanze che durano anni di speranza, eternità di disperazione.
Marina Cvetaeva, Lettera all'Amazzone, 1932 (pubbl. postuma)
"lascia perdere, mi dovevo contare pure le mutande
perché con una in più l'auto scoppiava." Pandina dixit
- Sheireh
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- Joined: Tue Feb 26, 2008 4:35 pm
Ho atteso fino ad adesso a leggere, e sto scrivendo con molti dubbi. Perché non so nemmeno io, se mi sento tra voi o se dovrei sentirmi "fuori" per pudore perché dovrei considerarmi ben fortunata e senza tanti pensieri per la testa... ho paura di essere di troppo.
Io una figlia ce l'ho, ed è arrivata così in fretta che sembrava tutto così naturale, così giusto.
E la follia della ricerca del secondo... una follia che continuo a considerare tale forse proprio perché la sento sfuggire, mese per mese, nonostante questi mesi non siano ancora arrivati ad avere 2 cifre, ma che *sento* diventeranno così... perché? Non lo so, sono arrivata a convincermi che la Natura, la Grande Madre, non mi permetta di avere un altro figlio perché non lo merito. Perché non sarò in grado di essere una buona madre per 2 figli insieme. Perché ho sempre detto che MAI più di un figlio e ora lo devo pagare.
Anche questa è follia, certo.
Com'è follia non riuscire più a ricercare il corpo di Marco se non nei giorni "giusti". A ricercarlo quando *bisogna* nonostante il virus di turno, o la stanchezza, o il dubbio di star facendo la cosa giusta... ma perché "buttare via" un mese che potrebbe essere quello giusto? E un mese l'ho anche più o meno fatto, con l'idea del "tanto se deve capitare... capiterà", ma sapendo anche in realtà che non sarebbe capitato, il mio corpo avrebbe reagito con il suo ticchettare regolare, 13 giorni e mezzo dopo quel dolore da ovulazione.
Ed è follia l'idea di avere sul tavolo gli integratori da prendere... e rendersi conto che nella dimenticanza di quasi ogni sera, sotto sotto, c'è una decisione, una decisione altrettanto folle, che si racchiude in un "finché non so che funziona, non faccio nulla per farlo funzionare".
Non passa giorno che mi chieda se sto facendo la scelta giusta. Non passa giorno che non mi chieda se è tutto un modo che la Natura ha per convincermi a lasciar perdere. E non passa giorno che senta il magone crescere in gola all'idea di non poter stringere ancora un fagottino puzzoso di latte. Di sapere di potersi mettere in gioco di nuovo, come se "avessi già dato" e l'occasione fosse ormai perduta.
Come se avessi dovuto gustarmi di più quel treno di cui parli, Ginger, e che il mio biglietto fosse per una sola fermata, perché dovevo pensarci prima a prendere la prenotazione giusta.
E da un lato mi sento stupida, e indelicata.
Perché il tempo passato è poco.
Perché c'è la consapevolezza che dovrebbe bastare beccare quel 25% di fortuna nel giorno esatto, e che è probabilmente nel nostro caso è solo - appunto - fortuna.
Perché l'orologio biologico è ancora abbastanza dalla nostra parte, ma io lo percepisco già al limite.
Perché Arianna non è ancora grande, ma io mese dopo mese la sento crescere troppo per poterla pensare sorella COSÌ maggiore.
E non riesco a capire se sono futili capricci della mia mente, oppure mie assolute verità.
Detto questo... spero di non "pesare" troppo in questa banchina in attesa, perché forse dovrei accontentarmi di stare nella sala d'aspetto...
Io una figlia ce l'ho, ed è arrivata così in fretta che sembrava tutto così naturale, così giusto.
E la follia della ricerca del secondo... una follia che continuo a considerare tale forse proprio perché la sento sfuggire, mese per mese, nonostante questi mesi non siano ancora arrivati ad avere 2 cifre, ma che *sento* diventeranno così... perché? Non lo so, sono arrivata a convincermi che la Natura, la Grande Madre, non mi permetta di avere un altro figlio perché non lo merito. Perché non sarò in grado di essere una buona madre per 2 figli insieme. Perché ho sempre detto che MAI più di un figlio e ora lo devo pagare.
Anche questa è follia, certo.
Com'è follia non riuscire più a ricercare il corpo di Marco se non nei giorni "giusti". A ricercarlo quando *bisogna* nonostante il virus di turno, o la stanchezza, o il dubbio di star facendo la cosa giusta... ma perché "buttare via" un mese che potrebbe essere quello giusto? E un mese l'ho anche più o meno fatto, con l'idea del "tanto se deve capitare... capiterà", ma sapendo anche in realtà che non sarebbe capitato, il mio corpo avrebbe reagito con il suo ticchettare regolare, 13 giorni e mezzo dopo quel dolore da ovulazione.
Ed è follia l'idea di avere sul tavolo gli integratori da prendere... e rendersi conto che nella dimenticanza di quasi ogni sera, sotto sotto, c'è una decisione, una decisione altrettanto folle, che si racchiude in un "finché non so che funziona, non faccio nulla per farlo funzionare".
Non passa giorno che mi chieda se sto facendo la scelta giusta. Non passa giorno che non mi chieda se è tutto un modo che la Natura ha per convincermi a lasciar perdere. E non passa giorno che senta il magone crescere in gola all'idea di non poter stringere ancora un fagottino puzzoso di latte. Di sapere di potersi mettere in gioco di nuovo, come se "avessi già dato" e l'occasione fosse ormai perduta.
Come se avessi dovuto gustarmi di più quel treno di cui parli, Ginger, e che il mio biglietto fosse per una sola fermata, perché dovevo pensarci prima a prendere la prenotazione giusta.
E da un lato mi sento stupida, e indelicata.
Perché il tempo passato è poco.
Perché c'è la consapevolezza che dovrebbe bastare beccare quel 25% di fortuna nel giorno esatto, e che è probabilmente nel nostro caso è solo - appunto - fortuna.
Perché l'orologio biologico è ancora abbastanza dalla nostra parte, ma io lo percepisco già al limite.
Perché Arianna non è ancora grande, ma io mese dopo mese la sento crescere troppo per poterla pensare sorella COSÌ maggiore.
E non riesco a capire se sono futili capricci della mia mente, oppure mie assolute verità.
Detto questo... spero di non "pesare" troppo in questa banchina in attesa, perché forse dovrei accontentarmi di stare nella sala d'aspetto...


"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

- mammamatty
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E' così difficile rispondere, perchè ci sono momenti in cui ti senti più positiva, (magari perchè hai un nuovo piano terapeutico , una nuova speranza) e allora và meglio, poi invece ci sono periodi in cui anche solo vedere una donna con il pancione che fà la fila al supermercato davanti a te ti fà stare male. Scriveva Ambra qualche pag indietro che l'empatia è la chiave di tutto ed è così , cercare di capire ciò che l'altra stà passando e rispettare i suoi momenti anche di chiusura in se stessa.Patrizia wrote:entro ed esco da questo post, l'ho letto tutto ieri sera, l'ho riletto tutto questa mattina, lo rileggo ora
sto capendo molto dalle vostre parole, grazie di cuore, ed è una comprensione che NM mi stava già dando, piano piano; quello che mi rimane è: qual è il modo più rispettoso e meno doloroso di stare vicino ad una persona che desidera tanto figli e in quel momento non ne ha?
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Ti ho desiderato ancor prima che ti concepissi. Ti ho amato ancor prima che nascessi. Ancor prima che tu fossi qui da un'ora avrei dato la vita per te. Questo è il miracolo della vita (m.h.)
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