Quando ho più tempo vi leggo e cerco di farmi un'idea più precisa.
A te, intanto, Ila, un abbraccio grande.
Non farti prendere da pensieri strani e infausti, è davvero poco che ci state "riprovando", quindi non farti influenzare il corpo e la mente in questo modo atroce.
Non devi scontare nessuna pena e siete giovanissimi, non scherziamo.
Riflessioni sul dolore dell'attesa disattesa
Moderator: Paola
- caterina
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Eleonora
Il peggio,nel peggio,è l'attesa del peggio.
Credo non ci sia dolore più grande ed ingestibile nel verificare che la vita ci riserva soprese proprio in uno dei campi che, forse erroneamente da ragazzine,davamo per scontato.
Nasciamo, cresciamo e diventiamo bambine, iniziamo a giocare con le bambole(tranne qualche eccezione!),il nostro istinto ci conduce quasi subito lì.Poi passiamo anni a "gestire"il nostro corpo,anni ad evitarle le gravidanze,concentrandoci su studio,lavoro e carriera.Diamo per scontato che quando arriverà il famoso "momento giusto"ci troverà lì belle allegre e pronte per diventare madri.Ma....ahimè non va sempre così.
E così trascorriamo mesi nell'incertezza,nei conti,negli stick cercando righe che non si vedono nemmeno in controluce,in rapporti d'amore mirati che con l'amore vero hanno poco a che fare. MA siamo serene,prima o poi il nostro sogno si coronerà. La serenità e l'ottimismo con il passare dei mesi lascia il posto a quel senso di vuoto e di ansia....perchè invece non arriva nulla.A gioire ci pensa chi ci passa accanto,ma noi no.
E zac....il gioco è fatto.
Attesa....ansia....angoscia.Pennac non sbagliava.
Quante storie ho letto quì dentro(e quante ne leggerò),quanta vita mi è passata davanti agli occhi mentre attendevo che un bimbo mi scegliesse come mamma.
Vivere nell'incertezza,nel dubbio azzoppa ogni forma di ottimismo.
Ma....anche quì c'è un ma.
Poi ti rendi conto che ci sono persone che non si lasciano abbattere,che proseguono nella loro ricerca a testa alta,perchè se i figli non arrivano non è COLPA di nessuno.
E' la vita stessa,che decide per noi.
Per noi che siamo abituati a decidere tutto,a gestire vita e emozioni.Ecco almeno in questo campo qualcosa non è in nostro potere.E quando ne arriva la consapevolezza,ci si sente sulle spalle un macigno che nemmeno Ercole potrebbe aiutarci a sostenere.
Ma non molliamo.
Io sono a "quota"tre gravidanze....un figlio.IL MIO DONO.
E non mi fermerò, non abbasserò mai la testa....finchè avrò una testa e un cuore a guidarmi.
Non posso e non voglio paragonare la mia storia a quella di nessun altro...
Volevo solo dire che il DOLORE colpisce sempre nello stesso modo indipendentemente dai percorsi che si stanno compiendo.Non c'è un dolore più dolore di un altro,perchè ognuno ha il suo.
Non lasciarsi sopraffare....guardare avanti...perchè ogni giorno quì dentro(ma anche fuori per carità)qualcuno ci insegna che non bisogna mollare.
Chi ha paura di cadere cerchi sostegno,le braccia non mancheranno mai.
Scusate se sono stata prolissa.
Credo non ci sia dolore più grande ed ingestibile nel verificare che la vita ci riserva soprese proprio in uno dei campi che, forse erroneamente da ragazzine,davamo per scontato.
Nasciamo, cresciamo e diventiamo bambine, iniziamo a giocare con le bambole(tranne qualche eccezione!),il nostro istinto ci conduce quasi subito lì.Poi passiamo anni a "gestire"il nostro corpo,anni ad evitarle le gravidanze,concentrandoci su studio,lavoro e carriera.Diamo per scontato che quando arriverà il famoso "momento giusto"ci troverà lì belle allegre e pronte per diventare madri.Ma....ahimè non va sempre così.
E così trascorriamo mesi nell'incertezza,nei conti,negli stick cercando righe che non si vedono nemmeno in controluce,in rapporti d'amore mirati che con l'amore vero hanno poco a che fare. MA siamo serene,prima o poi il nostro sogno si coronerà. La serenità e l'ottimismo con il passare dei mesi lascia il posto a quel senso di vuoto e di ansia....perchè invece non arriva nulla.A gioire ci pensa chi ci passa accanto,ma noi no.
E zac....il gioco è fatto.
Attesa....ansia....angoscia.Pennac non sbagliava.
Quante storie ho letto quì dentro(e quante ne leggerò),quanta vita mi è passata davanti agli occhi mentre attendevo che un bimbo mi scegliesse come mamma.
Vivere nell'incertezza,nel dubbio azzoppa ogni forma di ottimismo.
Ma....anche quì c'è un ma.
Poi ti rendi conto che ci sono persone che non si lasciano abbattere,che proseguono nella loro ricerca a testa alta,perchè se i figli non arrivano non è COLPA di nessuno.
E' la vita stessa,che decide per noi.
Per noi che siamo abituati a decidere tutto,a gestire vita e emozioni.Ecco almeno in questo campo qualcosa non è in nostro potere.E quando ne arriva la consapevolezza,ci si sente sulle spalle un macigno che nemmeno Ercole potrebbe aiutarci a sostenere.
Ma non molliamo.
Io sono a "quota"tre gravidanze....un figlio.IL MIO DONO.
E non mi fermerò, non abbasserò mai la testa....finchè avrò una testa e un cuore a guidarmi.
Non posso e non voglio paragonare la mia storia a quella di nessun altro...
Volevo solo dire che il DOLORE colpisce sempre nello stesso modo indipendentemente dai percorsi che si stanno compiendo.Non c'è un dolore più dolore di un altro,perchè ognuno ha il suo.
Non lasciarsi sopraffare....guardare avanti...perchè ogni giorno quì dentro(ma anche fuori per carità)qualcuno ci insegna che non bisogna mollare.
Chi ha paura di cadere cerchi sostegno,le braccia non mancheranno mai.
Scusate se sono stata prolissa.
- Saramik
- Ambasciatore

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- Joined: Mon Jul 26, 2010 8:44 am
Ecco, io non c'entro niente, ma piu vi leggo, leggo di questo dolore, di questo nero nell'anima, di speranze disilluse, e di speranze mai morte, piu mi viene voglia di dirvi che sono qui, a leggervi, e ad abbracciarvi e accarezzarvi tutte. Perche non so che dire, ma posso ascoltarvi e soffrire con e per voi. Un bacio
Madre di nativa digitale....28-06-2010...
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Il bello è ciò che osserviamo mentre sta passando...
L'indolenza fisica spesso è indice di una testa che funziona troppo velocemente rispetto al corpo! (Lupina)
La timidezza è composta dal desiderio di piacere e dalla paura di non riuscirci.
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Il bello è ciò che osserviamo mentre sta passando...
L'indolenza fisica spesso è indice di una testa che funziona troppo velocemente rispetto al corpo! (Lupina)
La timidezza è composta dal desiderio di piacere e dalla paura di non riuscirci.
