grazie, ginger, sono spunti molto interessantigingerale wrote:Questo è un discorso a cui tengo molto.
Ti dico come mi comporto io.
Io non chiedo mai a nessuno quando pensa di fare un figlio, quando pensa di fare un secondo figio o cose simili.
La trovo una forma di pudica discrezione che dovrebbe essere più diffusa.
Mi fa sempre sorridere che per educazione non si chieda mai a una persona quanto guadagna, ma ci si senta pressoché sempre in diritto, se non in dovere, di indagare su un aspetto della vita così complesso.
Poi trovo assolutamente fuori luogo il parlare della facilità con cui si hanno avuti i propri figli come se fosse dovuto a meriti propri, che siano doti di grande fertilità o bravura nell'individuare l'ovulazione o nell'uso degli stick.
Questo perché in realtà non c'è nessun merito. E' solo culo o destino o come si preferisca chiamarlo.
Quel tipo di discorsi, fatti magari in leggerezza senza pensare alle conseguenza, feriscono molto, perché lavorano sul senso di colpa che chi è in quella situazione si trova a patire.
Un conto è dire "Noi siamo stati fortunati perché lo abbiamo cercato ed è arrivato subito", tutt'altro dire "Rimanere incinta è facilissimo perché so riconoscere bene la mia ovulazione" o anche "quando si tratta di concepire io non sbaglio un colpo" (frasi sentite dire con inopportuna leggerezza da amici che peraltro sapevano della presenza di persone con problemi, nel primo caso noi, nel secondo noi e una coppia che è in cerca da 3 anni).
Poi c'è l'aspetto del cosa dire quando i problemi vengono spontaneamente confessati dai diretti interessati.
Io non voglio sentirmi dire che oggi la scienza ha fatto passi da gigante e si risolvono un sacco di cose, che l'amico del cugino della sorella ha fatto la pma e adesso ha due bellissimi bambini, e che c'è sempre.
E non voglio sentirmelo dire perché sono cose che so benissimo, e non sono la risposta al mio manifestarti un problema.
Troverei intanto più bello sentirmi chiedere "E come stai in tutto questo?" e non la ritengo una domanda che ferisce, perché se ti ho parlato del mio problema evidentemente ti voglio partecipe di questa mia condizione e vicino nel mio dolore.
io non mi permetto MAI di chiedere cose tipo "ma allora, quando un figlio?" perché trovo che sia una cosa molto intima in una coppia...una cosa che deve rimanere privata e quasi misteriosa
quando mi sono sposata anche a me questa domanda é stata fatta mille volte, come se matrimonio volesse dire immediatamente procreazione
noi in quel momento ancora non pensavamo a bimbi, ma mi ricordo che
queste continue illazioni mi diedero molto fastidio tanto da dire ai miei anche molto chiaramente "e se non potessimo averne? Vi rendete conto di che male ci fareste a chiedere di continuo?"
beh con gli anni tutti smisero di chiedere, tant'é che l'annuncio della prima gravidanza fu una sorpresa che lasciò tutti increduli
di vicino ho avuto l'esperienza di una cara amica, la mia più cara, che ha avuto due aborti di fila (mentre io aspettavo Sofia): ironia della sorte, lei desiderava moltissimo bimbi, io ero "tiepida" a riguardo. L'unica cosa che sono riuscita a dirle, e a posteriori penso sia stata quella giusta, é stata "mi dispiace e soffro a vederti così: spero si realizzino presto i tuoi desideri"....
Quanto al vantarsi di essere superfertili (passatemi il termine) lo trovo idiota. Un discorso da bar, anzi da bettola.
