Sono d'accordo con quello che dici.Sheireh wrote:Il dolore, il sangue, fanno parte della nostra vita, ma purtroppo i bambini imparano ad averne paura proprio perché siamo NOI a dargliela (come lo schifo per gli insetti e tante altre cose).
Mostrare il dito schiacciato, con neutralità, cioè facendola vedere come una cosa normale successa dopo un incidente, sarebbe la cosa migliore. Insegnare una causa-effetto, insegnare il funzionamento del nostro corpo.
Il fatto di volerla nascondere aumenta il senso di insicurezza, di impotenza, di "terrore" per qualcosa che non si conosce (perché non si può conoscere qualcosa se non si affronta e si studia).
I bambini sono spesso atterriti dal sangue, dalla violenza, dal dolore proprio perché sono edulcorati da tutto questo dagli adulti e quando ne vengono necessariamente a confronto non sanno affrontarli nel modo naturale e corretto.
Con questo non voglio entrare nel merito del parto sì, parto no, ma solo far presente come la naturalità del dolore fisico e del sangue nella nostra cultura sia considerata da nascondere a tutti i costi, continuando a propagare l'artificiosità del nostro corpo e delle nostre reazioni.
Però sono contraria, non al parto in casa, bensì che una bimba di quell'età possa assistere. Io non lo farei. Avrei timore di traumi.
Ogni parto è a sé, con Marco per esempio sono stata abbastanza controllata, mentre con Andrea ho urlato e pure tanto. Non me la sentirei di mettere alla prova una bimba.






