Speranza wrote:Ti rispondo io perchè è una cosa che vedo troppo spesso e secondo me le mamme lo fanno senza neanche rendersi conto.
Le contrazioni, tutte quante, ma soprattutto quelle vere del travaglio avanzato, vanno vissute con trasporto, pensando di essere su un'onda che cresce e cresce, arriva in cima e poi scende di botto lasciandoti un pochino più vicina alla riva di quanto eri prima. Non vanno contrastate in alcun modo, più si contrastano più il collo dell'utero si irrigidisce e il parto si rallenta.
Ogni mamma deve trovare il suo modo di vivere le contrazioni (modo mentale intendo= ci sono quelle che contano per arrivare alla fine del dolore, quelle che si concentrano sulla respirazione, chi sul movimeto proprio o il movimento delle mani di altri (magari sulla schiena), però è davvero importante non cercare di chiudersi alle contrazioni!
ad esempio da in piedi spingevo contro un muro o qualcosa come se facessi ginnastica.
Man mano che saliva spingevo più forte e più piano appena scendeva.
Si potrebbe fare un po' su come si sono affrontare le contrazioni e i metodi più efficaci.
Vero che è diverso per tutte ma avere idee può aiutare a provare cose che se no magari non vengono in mente
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
emamè wrote:eli ma in che senso hai lottato contro le contrazioni?
Speranza wrote:Ti rispondo io perchè è una cosa che vedo troppo spesso e secondo me le mamme lo fanno senza neanche rendersi conto.
Le contrazioni, tutte quante, ma soprattutto quelle vere del travaglio avanzato, vanno vissute con trasporto, pensando di essere su un'onda che cresce e cresce, arriva in cima e poi scende di botto lasciandoti un pochino più vicina alla riva di quanto eri prima. Non vanno contrastate in alcun modo, più si contrastano più il collo dell'utero si irrigidisce e il parto si rallenta.
Ogni mamma deve trovare il suo modo di vivere le contrazioni (modo mentale intendo= ci sono quelle che contano per arrivare alla fine del dolore, quelle che si concentrano sulla respirazione, chi sul movimeto proprio o il movimento delle mani di altri (magari sulla schiena), però è davvero importante non cercare di chiudersi alle contrazioni!
Ema, Speranza ha risposto spiegando perfettamente quello che intedevo.
All'inizio di ogni contrazione mi irrigidivo tanto e cominciavo ad urlare fino a che non finiva il dolore, piena di un sentimento che potrei definire "rabbia furibonda". non riuscivo a rilassarmi, non ascoltavo il mio corpo.
Poi sono rinsavita e nel giro di pochissimo è nata la pargola.
lenina wrote:ad esempio da in piedi spingevo contro un muro o qualcosa come se facessi ginnastica.
Man mano che saliva spingevo più forte e più piano appena scendeva.
Si potrebbe fare un po' su come si sono affrontare le contrazioni e i metodi più efficaci.
Vero che è diverso per tutte ma avere idee può aiutare a provare cose che se no magari non vengono in mente
Questa è una bellissima idea.
Io leggendo il libro "la gioia del parto" ho fatto tesoro di due tre spunti e spesso con Dani li ripetiamo un modo da ricordarceli quando serviranno.
Le ostetriche dovrebbero aiutare le partorienti in questo senso ma nella mia esperienza non l'hanno fatto quindi è bene che stavolta arriviamo io e il las belli "studiati"
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[/CENTER] Io credo che tu debba dare la possibilità anche a Will di attraversare le onde senza avere troppa paura per lui.
Posso solo immaginare quanto sia difficile, soprattutto ora che hai appena partorito, accettare gli occhi spaesati di tuo figlio.
Ma è solo un momento, quegli occhi di oggi sono necessari a lui per riemergere dalle onde.
Più sicuro, sempre amato, e con un meraviglioso fratello.Grazie Pinnagialla