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caterina wrote:Ah, e nemmeno io trovo che l'esempio sia così determinante.
O almeno, non a tutte le età e non per tutte le cose.
Il più classico (lo stiamo affrontando ora tra mia cugina e i suoi figli adolescenti): i genitori non fumano, i figli si (i figli di mia cugina) i genitori fumano, i figli no (mia cugina e i suoi genitori)
lui 31 agosto 2000 lei 21 dicembre 2003 noi 27 settembre 1997 Perdoniamoci le volte che non siamo stati noi quando c'erano le lotte dei tuoi sogni contro i miei. ma dimmi dove sei così ogni tanto mi oriento se non ti incontrerò ti cercherò tutto il tempo se mi sorriderai ritroverò l'entusiasmo e quel giorno non mi perderai più. non è farina del mio sacco ma di quello di franco fasano
Mia madre fumava tre pacchetti di sigarette al giorno ma io non ne ho mai toccata una.
Mi hanno sempre insegnato a rispettare il prossimo, sono stata scout e poi capo scout ma ho passato periodi anche molto turbolenti.
C'è da dire che nonostante fossi turbolenta, comunque non avevo dimenticato ciò che avevo appreso, cioè la lealtà, il rispetto per il prossimo e per la mia famiglia.
Li avevo solo accantonati un attimino...
"Non ci sono estranei, qui. Solo amici che non abbiamo ancora incontrato" (Yeats)
Secondo me l'esempio conta molto, nel senso che è impossibile (e profondamente ingiusto) pretendere dai nostri figli un dato comportamento se noi facciamo l'esatto contrario.
Ma anch'io credo proprio di far parte del gruppo (che poi così minoritario non mi sembra) delle mamme che credono che laddove l'esempio non basta (e per mille ragioni i casi possono essere molti) è legittima la "reprimenda" (e credo che questo termine sia forviante).
Per reprimenda io intendo un chiaro e secco no detto con aria seria (più marcata a seconda della gravità del comportamento).
A seguire calma spiegazione e subito dopo ritorna il sereno (a meno che l'atteggiamento non si ripeta).
Questo con Edo funziona e parlo di un bambino che ascolta e capisce molto ma è pur sempre un bambino piccolo che ha bisogno di capire quello che è consentito e quello che non lo è anche dal linguaggio non verbale.