LA depressione post partum

Luvetta

Post by Luvetta »

Per il post partum di Gabriel, ho avuto la fortuna (perchè di questo si tratta, fortuna) di riuscire a chiedere aiuto.
A mia madre, che mi venisse a trovare almeno un paio di volte a settimana.
A mio marito, che per favore tornasse presto da lavoro.
A GOL, che mi faceva compagnia e mi risolveva la pediatria spiccia quando il mio pediatra non rispondeva al telefono.
Inoltre, il post partum a casa mi è parso un sogno, dato che i primi quindici giorni di puerperio li ho passati in ospedale, con il bimbo operato di cuore, e la prima settimana lo vedevo un'ora scarsa al giorno.
La prima settimana, evidentemente, ho versato tutte le lacrime che avevo, piangevo a singhiozzi giorno e notte, non sono mai riuscita ad entrare in terapia intensiva e trattenere le lacrime, ero in stanza con una donna araba che non parlava una sillaba di italiano e ripeteva tutto il giorno inshallah inshallah.
Evidentemente ho forgiato la mia sanità mentale, non essendo impazzita in quei giorni nulla potrà più scalfirla, muahuahua hua!

Il secondo puerpuerio, tolta la prima settimana durante la quale ho provato ad allattare, pur sapendo di non essere in grado (e castrandomi quindi le ghiandole mammarie con questa consapevolezza), dal primo bibe di latte artificiale in giù è stata tutta discesa. Quando poi ho scovato Noimamme su forumfree, beh, ho dovuto allacciare la cintura di sicurezza!

Voglio inoltre rimarcare che per entrambe le gravidanze ho ripreso il lavoro prestissimo, i bimbi non avevano neanche sei mesi, perchè abituata a lavorare, e soprattutto, abituata a fare un lavoro frenetico e ad essere sempre sotto pressione, stare a casa con i bambini mi faceva male, davvero male.
Invidio chi è portata a fare la mamma full time, io proprio non lo sono, per questo spero di essere comunque una buona madre.

Per concludere, se prima di avere figli leggevo gli articoli sul giornale "madre mette neonato in lavatrice" e strabuzzavo gli occhi di orrore e incredulità, adesso che sono madre
la lavatrice
l'ho messa in garage, due piani sotto.
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Kiaretta
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Post by Kiaretta »

Non ne ho sofferto, per mia immensa fortuna.
Forse perchè con il cesareo sono uscita dall'ospedale dopo 4 giorni.
Forse perchè ho avuto la fortuna di avere un marito amorevole
che mi aiutava in ogni modo e una famiglia pronta a supportarmi.

Ricordo che mio papà venne a trovarmi appena rientrata a casa,
prima di andarsene mi disse, probabilmente in questi giorni ti troverai
a piangere un po', non preoccuparti, può succedere, non è niente.
E poi, con lo sguardo più amorevole del mondo, mi fece una carezza.
Chiara 42 anni, mamma di Carlotta 11 anni e Andrea 6 mesi
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Rie
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Post by Rie »

Ciao Gaby, mi hanno commossa le tue parole, e la delicatezza di quegli occhi umidi di tuo marito...

Io ho avuto un percorso "a rovescio" che mi ha favorita: un paio di anni prima del parto avevo sofferto di depressione per i fatti miei, ero terrorizzata dal post partum e avevo intimato a mio marito di sorvegliarmi, non avvertivo particolari impulsi verso la maternità (in gravidanza, anche rispetto a molte mamme di questo forum, sono piuttosto "fredda", timorosa del peggio).
E invece nel mio caso i maschilisti hanno avuto ragione: l'essere mamma mi ha fatto l'effetto di una salutare botta in testa, di una sfrezata di energia e di positività.
Ero addirittura intollerante verso gli interventi esterni, e, con il più lungo ricovero da TC, ansiosissima di essere dimessa ed essere lasciata in pace.

Da noi esistono le "dimissioni protette" che prevedono un programma con la presenza dell'ostetrica anche al di là dei primissimi giorni, ma è cosa poco nota e non è un servizio offerto da tutti gli ospedali.
Sarebbe bello che fosse a disposizione delle mamme che ne hanno bisogno qualcosa di più organico ed esteso.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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