Mamme ''Razziste''.

Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.

Moderator: Paola

User avatar
ginger
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 2829
Joined: Wed Oct 14, 2009 8:27 pm

Post by ginger »

Ma la gente che si dichiara cattolica in quanto nata in un paese cattolico, battezzata e cresimata, ma che conduce una vita assolutamente distante dal cattolicesimo se non per la messa domenicale, peraltro considerata logo di aggregazione più che di culto, secondo me non è nemmeno configurabile come cattolico.
Quando vado a matrimoni e funerali mi rendo conto che quasi nessuno conosce le preghiere.
Quindi vorrei capire di chi stiamo parlando.
Perché appunto, per chi davvero è credente, quel tipo di commenti può essere offensivo per il pregiudizio che porta in sé.
Lo so che può capitare per la fretta di esprimersi male, ma purtroppo rimane scritto e a me quel commento così non è piaciuto.


Da una persona che frequenta la messa in modo puramente di facciata, e si definisce cattolico perché la ritiene un'identità culturale, non è che mi aspetto mediamente di più che da una persona non cattolica.

e comunque il razzismo per me è esecrabile a prescindere dal tipo di credo. Non riesco davvero a vederlo peggio in una categoria di persone piuttosto che in un altra.

Se un cattolico commette atti impuri fa qualcosa che è sbagliata per la sua religione e pertanto è criticabile.
Se li commette un ateo non c'è nulla da criticare perché con tutta probabilità non ha nessuna religione che mette in discussione il suo modo di vivere la sua sessualità.
[CENTER]Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

Ivano Fossati[/CENTER]
User avatar
Yiddishmama
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 2272
Joined: Tue Mar 30, 2010 2:07 pm

Post by Yiddishmama »

ginger wrote:Ma la gente che si dichiara cattolica in quanto nata in un paese cattolico, battezzata e cresimata, ma che conduce una vita assolutamente distante dal cattolicesimo se non per la messa domenicale, peraltro considerata logo di aggregazione più che di culto, secondo me non è nemmeno configurabile come cattolico.
Quando vado a matrimoni e funerali mi rendo conto che quasi nessuno conosce le preghiere.
Quindi vorrei capire di chi stiamo parlando.
Perché appunto, per chi davvero è credente, quel tipo di commenti può essere offensivo per il pregiudizio che porta in sé.
Lo so che può capitare per la fretta di esprimersi male, ma purtroppo rimane scritto e a me quel commento così non è piaciuto.


Da una persona che frequenta la messa in modo puramente di facciata, e si definisce cattolico perché la ritiene un'identità culturale, non è che mi aspetto mediamente di più che da una persona non cattolica.

e comunque il razzismo per me è esecrabile a prescindere dal tipo di credo. Non riesco davvero a vederlo peggio in una categoria di persone piuttosto che in un altra.

Se un cattolico commette atti impuri fa qualcosa che è sbagliata per la sua religione e pertanto è criticabile.
Se li commette un ateo non c'è nulla da criticare perché con tutta probabilità non ha nessuna religione che mette in discussione il suo modo di vivere la sua sessualità.
Allora l'equivoco è soltanto terminologico, perché scommetterei che Pupa alludesse a questo tipo di cattolico.
Ho mille libri sotto il letto, non leggo più. Ho mille sogni nel cassetto, non lo apro più.
G. Togni
User avatar
ginger
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 2829
Joined: Wed Oct 14, 2009 8:27 pm

Post by ginger »

Ora vado a nanna, ci torno domani, ma comunque non parlo di bravi e cattivi cattolici, ma di veri e finti, di facciata.

Ma usare questi ultimi per criticare i primi mi sembra opportunismo.

(per la cronaca, ritengo il papa un pessimo cattolico e non mi vergogno affatto a dirlo).
[CENTER]Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

Ivano Fossati[/CENTER]
Locked