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loffin wrote:Poi ci sono casi come il mio, un seno molto grosso, un capezzolo piatto
Il mio terrore, io che sono una cosi' convinta sostenitrice dell'allattamento e desiderosa di avere un figlio E allattarlo a volte mi chiedo se riuscira' ad attaccarsi ad un seno cosi' grande]
Sole, se vuoi "portarti avanti" e leggere un bel libro, ordina "L'arte dell'allattamento materno" della LLL (si compera sul sito della LLL) ... merita davvero una lettura, io l'ho suato proprio come MANUALE quando avevo Dodi ... ero sul divano con bavaglini, paracapezzoli, acqua per me e manuale!!!!
Sara' fatto! Io sono una lettrice compulsiva e oltre a questo devo sempre avere almeno un libro su tutto cio' che mi interessa!
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[/CENTER] [CENTER]www.mammedicorsa.blogspot.com [/CENTER] [CENTER]Throw away your scale. Why should a number determine how you feel about yourself on any given day? And besides, scales are appropriate for fish, not women.
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Io come ho detto altre volte ho scoperto il mio modo di essere mamma solo quando ho avuto Irene, e mi ha stupita perchè se prima predicavo che se serve si da il latte artificiale e non è un problema (e lo penso ancora quando riguarda gli ALTRI :D), quando ho avuto Irene fra le braccia DOVEVO nutrirla io.
A differenza di Paola di aiuto ne ho avuto poco o nulla in ospedale. Chiamavo le infermiere perchè sapevo che non si attaccava bene (o almeno mi avevano detto che se si sente male il bimbo non è attaccato bene, e io sentivo male) ma non arrivavano mai, non potevo aspettare mezz'ora per attaccarla quando piangeva e comunque a volte non arrivavano proprio... quindi ho fatto da sola, stringendo i denti.
Si, all'inizio con Irene ho solo stretto i denti. Ogni poppata era una tortura. Per giunta non cresceva nemmeno e questa notizia per me è stata di gran lunga peggiore del dolore: ricordo che siamo tornati a casa dopo la visita dal pediatra e piangevo.
Il "se serve si da il latte artificiale, non succede nulla, tanti bimbi crescono col latte artificiale, anche io sono cresciuta col latte artificiale" erano solo parole vuote che non mi davano nessun conforto.
Ad ogni modo ho stressato in contemporanea ben due pediatri, prima per la faccenda quantità di latte, risolta con il Plasil (e meno male nessuno dei due parlato di aggiunte, ma forse non l'hanno fatto perchè temevano il crisi isterica ah ah ah), e DOPO per la faccenda dolore, con pomate varie. Poi ovviamente ci son stati un paio di ingorghi con dolore e febbre alta. Le ragadi con Irene mi tornavano periodicamente, anzi un capezzolo è rimasto proprio rovinato con un taglio che non è mai guarito in pratica (è quello che mi fa più male anche con Damiano).
Eppure non l'ho vissuto come un dovere, non certo un dovere di fronte agli altri. E nemmeno di Irene, non so come spiegarlo... una cosa che doveva essere così e basta, più per me stessa che per chiunque altro forse.
In effetti non ricordo di averlo mai identificato nemmeno con un momento particolarmente piacevole o coccoloso, con Irene, ma forse ho più vivo il ricordo dei primi mesi che degli ultimi, quando ero proprio io ad insistere per prolungare questo allattamento che non le interessava più. Questo l'ho fatto non tanto perchè mi faceva piacere, ma più che altro perchè mi sembrava naturale insistere un po', tant'è che alla fine quando LEI ha voluto smettere sono stata anche contenta di riporre la tetta.
Con Damianino altra storia, dovevo riscattarmi da tutto quel dolore e poi non potevo permettermelo dovendo occuparmi anche di Irene e non volevo che lei notasse che allattare mi procurava dolore, quindi ho fatto di tutto, ho messo in pratica quello che sapevo, ho piazzato subito cortisone sui capezzoli, ho stressato voi per farmi riassumere tutto quello che sapevate, ho avuto un angioletto di nome Anna che mi ha procurato i paracapezzoli in argento che mi sono stati di grande aiuto. Problemi di crescita non ce ne sono stati e devo dire che con lui, passate le prime settimane difficili (già in ospedale mi ciucciava latte e sangue!), la poppata è un momento di intimità e tenerezza. Forse stavolta mi peserà di più smettere...