Il tuo ragionamento non fà una piegaSolange wrote:è indubbio che a volte sia necessario fare delle cose indispensabili portandosi dietro i bambini. anche se loro non vogliono.
io personalmente cerco di ridurre al minimo tali occasioni e di fare tutto il possibile quando ho qualcuno che mi aiuta.
Ma se proprio sono obbligata ad andare a fare la spesa con Sveva al seguito, parto premunita, mi porto dietro da mangiare, da bere, da giocare, lo zainetto per mettermela sulla schiena, le ANTICIPO prima che andremo al supermercato e caricando la cosa di aspettative, saltando e dicendo "che bello, andiamo al supermercato".
E ovviamente non mi perdo a guardare le minchiate e le novità ma compro quel che mi serve, quando poi posso prendermi un'ora per me guarderò anche le minchiate che a lei non interessano.
E questo non perchè io sia la madre dell'anno ma proprio perchè se voglio evitare di sclerare devo mettere ENTRAMBE nella condizione di non sclerare.
Anche io sono stanca, io non ho nessuno e sto con mia figlia (e quelli di altri) tutto il giorno, tutti i giorni. Però ci provo a non sclerare, perchè non lo merita lei e fa stare peggio anche me.
Ci sono persone che decidono che quel giorno si fa la tal cosa perchè va a loro e i bambini che si adeguino. poi ovviamente si scocciano e iniziano a far le bizze (che scusa Lav ma proprio non sono "un gioco di forza") e allora la povera madre sclera che ci starà pure, però cazzo, datti una svegliata e cerca di capire che tuo figlio è un bambino, NON UN PICCOLO ADULTO e che per un po' di anni è normale e sano che le sue esigenze e i suoi bisogno vengano prima dei tuoi.
L'adultismo, ahinoi, è un modo diffusissimo di trattare i bambini peccato che sia sbagliato, i bambini non provano emozioni come le proviamo noi, non hanno lo stesso controllo ma SOPRATTUTTO sono a-morali per cui non agiscono per bene o per male, agiscono per curiosità, per istinto, sotto l'impulso dell'emozione del momento ma senza l'intenzione di far girare le palle alla mamma. Quella è una conseguenza.
Se mia figlia fa il cosiddetto "capriccio" io non lo reputo una sfida a me ma una reazione sua ad un evento che non può controllare e che la fa incazzare. Ora, che senso ha che io mi incazzi pure con lei che già è triste di suo? Nessuno.
Noi non conosciamo la madre in questione ma ne incontro tante ogni giorno e fermo restando che ognuno i figli li cresce come vuole perchè per fortuna c'è la libertà di educazione, le madri che reagiscono così di solito non lo fanno una volta ma quello è il loro metodo. Amen, facciano come pare a loro.
Ma IO non sto dalla loro parte, io sto dalla parte dei figli. Che a darsi man forte l'una con l'altra sono bravissime da sole.
P.S. i bambini sono la parte migliore dell'umanità non mi pare una frase difficile da capire o da interpretare.
E' vero che poi tra le mamme c'è sempre poi chi è più paziente, più premurosa, più attenta ai bisogni dei bambini, rispetto ad altre, su questo non ci piove. Io forse considerandomi una via di mezzo, anche con sclerata abbastanza facile, riesco a provare empatia sia per quel povero bambino urlante che per la madre esasperata, ciò non significa giustificarla, solo cercare di capirla sena considerarla una pessima madre.

