è come si conquista quel certo equilibrio il problema...
una cosa buona è che, mio malgrado, sto diventando una persona molto paziente, soprattutto con me stessa :grsm:
dove mi porterÃ
Moderator: Paola
- Alessia
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- Joined: Fri Feb 05, 2010 11:35 am
Allibita wrote:Il suo "io bambina" esisterà sempre, come il mio e il tuo.
C'è chi ha (o ha conquistato) un certo equilibrio con quella parte di sè e chi invece si misura ancora con fatica con quel bambino.
QUOTO
spesso non si riesce a chiudere fuori della porta il proprio io bambino, spesso ce lo ritroviamo davanti e nemmeno ci accorgiamo di stare ad osservare lui anziché ciò che siamo attualmente.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
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marte71
non solo. sapeste quanti comportamenti automatici mi sono accorta di aver avuto in questi anni. ora meno perchè ci sto lavorando. meccanismi con radici antiche. che partono senza nemmeno che ce ne accorgiamo.Alessia wrote:QUOTO
spesso non si riesce a chiudere fuori della porta il proprio io bambino, spesso ce lo ritroviamo davanti e nemmeno ci accorgiamo di stare ad osservare lui anziché ciò che siamo attualmente.