Napul'è

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Moderator: Paola

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Paola
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Post by Paola »

viola 52 wrote:forse si dovrebbe cominciare a dotare l'Italia di termovalorizzatori e considerare i rifiuti come una fonte di energia, come in molte città del nord-europa.
No, non è la soluzione, anzi è l'antisoluzione.

Io parlo da bresciana, parlo da una città dove avere il termovalorizzatore vuol dire NON fare la differenziata, vuol dire buttare tutto in un cassonetto perché tanto, una volta in ASMEA in camion rovesciano TUTTO nell'inceneritore.

Abbiamo risolto il problema delle caldaie nelle case (qui, in tutta la città e in parte dell'Hinterland arriva direttamente l'acqua calda dall'inceneritore sia per riscaldare che per lavarsi, si chiama teleriscaldamento e nelle case nuove in centro storico si cucina solo ad induzione non più a gas) ma a che prezzo?

Noi, siamo quelli di Gomorra.
Noi siamo quelli che abbiamo barattato TERRA ALLA DIOSSINA portata in Campania in cambio dei vostri rifiuti.
E siamo anche sembrati i salvatori della patria perché liberavamo Napoli dai rifiuti, solo che li portavamo via perché al nostro inceneritore per andare a mille ha bisogno di tanti rifiuti che non si riesce a recuperarli, e in cambio, vagonate di terra contaminata.
Uno scambio mafioso.
Partito dalla civile Leghista lombardia.

Poi, dopo che avevo letto tutto ciò sono andata a Telese Terme (Benevento), dove la qui presente Teresa lava le lattine di tonno prima di buttarle nella differenziata, e mi sono sentita in Svezia.

Non credere che l'inceneritore risolva, sono meglio le discariche controllate, se differenziassimo SERIAMENTE solo il 10% dei rifiuti andrebbero in discarica. In toscana hanno fatto un bel lavoro e precisamente qui http://www.belvedere.peccioli.net/ , i proprietari sono gli abitanti della zona, un'azionariato DIFFUSO, e la discarica oltre a differenziare, oltre a vendere le materie differenziate, ora ha un impianto di dissociazione molecare.

Questo è quello a cui dobbiamo tendere.
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Ambra
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Post by Ambra »

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Enza 52
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Post by Enza 52 »

Paola M. wrote:No, non è la soluzione, anzi è l'antisoluzione.

Io parlo da bresciana, parlo da una città dove avere il termovalorizzatore vuol dire NON fare la differenziata, vuol dire buttare tutto in un cassonetto perché tanto, una volta in ASMEA in camion rovesciano TUTTO nell'inceneritore.

Abbiamo risolto il problema delle caldaie nelle case (qui, in tutta la città e in parte dell'Hinterland arriva direttamente l'acqua calda dall'inceneritore sia per riscaldare che per lavarsi, si chiama teleriscaldamento e nelle case nuove in centro storico si cucina solo ad induzione non più a gas) ma a che prezzo?

Noi, siamo quelli di Gomorra.
Noi siamo quelli che abbiamo barattato TERRA ALLA DIOSSINA portata in Campania in cambio dei vostri rifiuti.
E siamo anche sembrati i salvatori della patria perché liberavamo Napoli dai rifiuti, solo che li portavamo via perché al nostro inceneritore per andare a mille ha bisogno di tanti rifiuti che non si riesce a recuperarli, e in cambio, vagonate di terra contaminata.
Uno scambio mafioso.
Partito dalla civile Leghista lombardia.

Poi, dopo che avevo letto tutto ciò sono andata a Telese Terme (Benevento), dove la qui presente Teresa lava le lattine di tonno prima di buttarle nella differenziata, e mi sono sentita in Svezia.

Non credere che l'inceneritore risolva, sono meglio le discariche controllate, se differenziassimo SERIAMENTE solo il 10% dei rifiuti andrebbero in discarica. In toscana hanno fatto un bel lavoro e precisamente qui http://www.belvedere.peccioli.net/ , i proprietari sono gli abitanti della zona, un'azionariato DIFFUSO, e la discarica oltre a differenziare, oltre a vendere le materie differenziate, ora ha un impianto di dissociazione molecare.

Questo è quello a cui dobbiamo tendere.
Paola pensa ad un mondo ideale:
La differenziata per riciclare rifiuti riciclabile e ridurre il consumo di materie prime. (mi sento un po' svedese a leggerti, anch'io lavo i contenitori prima di riporli nel sacchetto della differenziata, che da noi , ma proprio da noi strada non viene raccolta causa esclusione dal piano porta a porta, che non include le contrade, ma Enza che crede in un futuro più vivibile per le sue nipoti, si carica i bustoni in macchina e va a depositarli nel vicino centro dove ci sono i bidoni per Plastica-carta-e vetro, chiusa parentesi) i termovalorizzatori per impiegare il resto in un cerchio che si chiude nella maniera più intelligente possibile.
Non credo che l'unica maniera per far funzionare le cose sia trovare l'escamotage per infinocchiare gli altri.
Da noi ne fanno compost, ma noi siamo in campagna ed i contadini lo acquistano a prezzi più bassi dei vari fertilizzanti.
in città che se ne farebbero del compost? http://www.chiaianodiscarica.it/doc/Sco ... 0Stato.pdf

resta inteso che le 7 fasi andrebbero rispettate in ogni loro parte, e nel mio mondo ideale accade, ma nel mondo reale si saltano le ultime fasi, ed alla faccia dei napoletani o rimanenti terzomondisti d'Italia (che so Siciliani, sardi, calabresi, pugliesi) s'inquinano le loro zone, fermo restando che poi i pomodori e le arance, ed i limoni arrivano dal sud, anche molti pastifici sono al sud e lì, vorrei vedere se chi ha trovato più comodo rivolgersi alla malavita organizzata, quando mangia la sua bella pastasciutta, si domanda da che parte arriva.

ps. dimenticavo di aggiungere che forse al tuo paese non si promuove la differenziata nel modo giusto, cioè non per ridurre i rifiuti, ma per risparmiare nell'uso delle materie prime, sopratutto quelle derivanti dal petrolio, o dallo sfruttamento devastante della natura.
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