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Marialisa wrote:Cos, posso chiederti quali erano questi NO?
noi siamo in questo periodo nella fase critica con Matilde, ed è davvero complicato, soprattutto perché in casa c'è un elemento poco controllabile che è la nonna.
Purtroppo quando ci sono i nonni succede una gran confusione.
I no dovrebbero essere condivisi... io parlavo di Irene proprio perché me la gestivo come meglio credevo, mentre con Damiano e i nonni in casa è tutto più complicato (e infatti non ha ancora imparato una cosa elementare come "non si va fuori quand'è ora di pranzo o cena").
Il concetto di Lenina e quello di marte e Cos li condividio in pieno, ma ho dovuto fare un grande sforzo di immedesimazione.
Chiaro che ci sono alcune cose su cui il no è no. Ma se scatenano il pianto, io lo consolo: non posso mica pretendere che non protestino!
E poi tante altre cose sono concedibili. E' che siamo noi adulti ad avere paura che se cambiano un no in un sì la nostra autorità ne verrebbe minata completamente, mentre non pensiamo che quello che dobbiamo ottenere non è l'autorità ma il loro rispetto.
DEtto questo, rimane il fatto che ogni bambiino ha la sua chiave.
In una situazione come quella descritta da perelisa, Tancredi avrei potuto avvicinarmi e dirgli "Topo, lo so che sei arrabbiato perché non puoi uscire in terrazzo, mi dispiace, ma non puoi perché è bagnato." Lui avrebbe pianto un po' poi si sarebbe fatto consolare.
Anna invece avrebbe ululato come una pazza e non si sarebbe lasciata avvicinare, non avrebbe ascoltato ragioni e avrei dovuto lasciarla piangere da sola. Mi avrebbe mandata via, mi sarei allontanata, avrebbe pianto ancora più forte chiamandomi e la cosa sarebbe finita in melodramma, con abbraccio finale e bimba distrutta dal pianto.