Paola M. wrote:.
Chiunque oggi si professi comunista o fascista (con tutte le differenze del caso, ma non starei a distinguere in questa conversazione il colore della merda) è a mio avviso una persona con cui non valga la pena di ciarlare.
Poi ci sono, come dicevo sopra i princìpi a cui si sono ispirate sul nascere le due dittature e questi invece sarebbero da discutere ed una persona può a mio avviso dichiararsi comunista o fascista se a questi ideali pensa di rifarsi, con un grosso grosso problemone, che in Italia dichiararsi fascista è reato.
però paola non lo posso sentire proprio questo "equiparantismo" (oggi neologo...).
parliamone delle due ideologie perché è proprio quello il fulcro del discorso.
le dittature "comuniste" sono l'aberrazione del marxismo (che, secondo me, è fallace proprio perché richiede la cosiddetta dittatura del proletariato, che storicamente si sono sempre trasformate in dittature socialiste di lunga durata. e ne abbiamo già parlato che quando invece questa fase non c'è un sistema nuovo emerge, fintanto che non arrivano fascisti i bolscevichi a reprimerlo con il sangue), mentre il fascismo, il nazismo e le varie dittature fasciste europee e sud americane del secolo scorso non sono che l'attuazione delle idee del dittatore di turno.
che di solito sono repressione violenta, idealizzazione del capo e populismo.
e me cojoni...
tenuto conto che i crimini sono crimini, ti pare comunque la stessa cosa giudicare un'idea tramite i crimini e i danni causati da una sua aberrazione e giudicarla tramite i crimini e i danni causati dalla sua naturale applicazione?
non sono marxista, ma sentire equiparare un'idea che ha portato ai lavoratori TUTTI i diritti di cui godevano fino a poco fa ma che soprattutto si è opposto attivamente contro un nazionalismo autarchico che ha fatto cacare sangue ai nostri nonni un po' mi lascia perplesso.
saluti sbagliati
Mirko