La politica, questa sconosciuta.

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Moderator: Paola

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Rie
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Post by Rie »

Definire destra e sinistra è un lavoraccio in cui si sono cimentati in molti, non riesco proprio a pensare a qualcosa con parole mie.
Molto si gioca sulle sfumature con cui si intendono libertà ed eguaglianza (di chi, ottenuta come, secondo quali criteri).
C'è da dire che in tempi recenti le sfumature si sono fatte più tenui, con la (quasi) universale accettazione dell'economia di mercato. Cinquant'anni fa i due mondi si stagliavano più netti, più sicuri, sorretti da un'impalcatura ideale più solida.

Come Yiddish, sono convinta della necessità che la politica si faccia attraverso i partiti.
Certo che i partiti che affollano attualmente il panorama italiano dovrebbero svegliarsi, e svegliarsi nel senso espresso da Lenina...
lenina wrote:I partiti dovrebbero rappresentare i desideri del popolo, non il popolo adattarsi ai partiti disponibili
lenina wrote:La democrazia diretta non esclude i partiti. Prevedo però maggior contatto dei partiti con la gente. Il partito non dovrebbe esse qualcosa di lontano ma qualcosa dove si possa interagire realmente. Rappresentare veramente il popolo che sta in basso
Ecco, quello può essere il ruolo dei cosiddetti movimenti.
Ricordare a questi figuri spesso mediocri che dovrebbero rappresentarci che, appunto, ci stanno rappresentando, non stanno giocando a risiko o inciuciando a destra e a manca, felici e tutti appartenenti alla stessa casta.

Noi, da parte nostra, dovremmo essere meno sfiduciati, meno stanchi nel delegare e chiudere gli occhi, più partecipi.
Questi referendum, vinti contro tutto e contro tutti, compresa Nostra Signora Televisione, cosa che fino a poco fa sembrava fantascienza, sono stati un buon inizio.
Ma il mio timore è che si finisca, di nuovo, anestetizzati, e che i movimenti dal basso non riescano a scuotere la silenziosa, pigra maggioranza che questa volta si è svegliata.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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Lella
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Post by Lella »

lenina wrote:La democrazia diretta non esclude i partiti. Prevedo però maggior contatto dei partiti con la gente. Il partito non dovrebbe esse qualcosa di lontano ma qualcosa dove si possa interagire realmente. Rappresentare veramente il popolo che sta in basso
su questo sono d'accordo, il partito deve avere sempre un contatto diretto con il parere del "popolo".
E' comunque dai movimenti che nascono i partiti, l'organizzazione in partito politico è l'unico strumento democratico per arrivare in parlamento.
Cioè o che lo chiami partito o che lo chiami movimento al momento delle elezioni l'iter è quello.

Se pensate di non avere un partito che vi rappresenta candidatevi e createlo :cisssss: non si può sempre aspettare che si muovino gli altri per noi!
CARPE DIEM
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Mirko e i furetti
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Post by Mirko e i furetti »

detto in termini terra terra la filosofia della destra è questa:
ciascuno nasce libero e con le sue specifiche potenzialità. chi ha potenzialità maggiori e/o fortuna è giusto e sacrosanto che ne goda, anche materialmente, e chi invece ha minori potenzialità e/o fortuna non può che accettare giocoforza la sua condizione.
inoltre è giusto e sacrosanto che chi possiede i mezzi di produzione abbia un maggiore guadagno rispetto a chi presta "solamente" il suo lavoro, perché senza mezzo di produzione il lavoratore non potrebbe nemmeno lavorare.
inoltre lo stato sociale deve essere minimo, nel senso che i servizi garantiti devono essere minimi (welfare, scuola etc) e chi non ha i mezzi per usufruirne o non ne usufruisce oppure si affida alla carità di chi ha i mezzi.
in questo caso la ricchezza personale non può essere toccata dallo stato sociale.
va da se che l'accumulo di ricchezze per se e i propri discendenti sia indice di successo e felicità.

la filosofia della sinistra è questa:
ciascuno nasce libero e con le sue specifiche potenzialità. chi ha potenzialità maggiori e/o fortuna è giusto e sacrosanto che ne goda (quindi sfatiamo la leggenda che sinistra=siamo tutti uguali), anche materialmente, ma sceglie di provvedere, con parte dei guadagni della sua fortuna e potenzialità, a compensare chi invece ne ha di minori.
chi nasce "sfortunato" quindi ha un minimo garantito fortuna che gli viene "donata" da chi li ha ricevuti in dote.
inoltre è sbagliato che chi possiede i mezzi di produzione abbia un maggiore guadagno rispetto a chi presta "solamente" il suo lavoro, perché il mezzo di produzione si trasforma in ricchezza solamente nel momento in cui viene utilizzato dal lavoratore.
inoltre lo stato sociale, come spiegato sopra, deve essere massimo, nel senso che i servizi garantiti devono essere completi e gratuiti (welfare, scuola etc) per permettere anche a chi non ha i mezzi di usufruirne.
in questo caso la ricchezza personale deve essere in parte (più o meno alta) devoluta allo stato sociale per garantire a tutti una vita almeno dignitosa.
l'accumulo di ricchezze per se e i propri discendenti non è indice di successo e felicità.

queste sono le differenze sociali ed economiche fra sinistra e destra.
si capisce che quelli che si dichiarano fascisti sono, di fatto, di sinistra.
infatti tecnicamente sono nazionalsocialisti.

saluti struiti
Mirko
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piccole piratesse crescono...
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questa foto era grossa, lo so. ma qui si lamentano...
rimpicciolendola rende meno l'idea...
chi se ne frega?
è il pensiero che conta.
P.S. per compensare la fatica che ho fatto a rimpicciolirla diventerò ancora più fastidioso.


www.NoiMamme.it
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evoluzione in una frase: la sopravvivenza non casuale di codici che si modificano casualmente - r. dawkins in una trasmissione irlandese
c'è una RAGIONE per cui gli atei non si fanno schiantare con gli aerei contro i palazzi
le persone che non hanno senso dell'umorismo e non vogliono essere prese in giro per le loro credenze non dovrebbero credere in cose così facili da prendere in giro
sono agnostico. e sono molto più compassionevole del tuo dio
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