questione di equilibri

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Moderator: Paola

Claudette
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Post by Claudette »

L'argomento meriterebbe giorni e giorni di discussione....
Parlo da lavoratrice che fa' un mestiere "tradizionale", che dovrebbe permettere la normale gestione di casa e famiglia, sono un'insegnante.
Non lo sono sempre stata, ho lavorato nel privato e vedo e ho sperimentato quanto l'essere madri taglia le gambe alla carriera, alla soddisfazione lavorativa, all'apprezzamento di superiori e colleghi.
Ma nessuno si è chiesto mai chi pagherà le nostre pensioni (parlo proprio terra terra, eh!) se non ci sono donne disposte a sfornare pargoli?
O si pensa che ci penseranno le immigrate, chè tanto "sfornano sempre"?
Se si riflettesse su questo, e sul fatto che in sede di colloquio di qualunque altro Paese europeo, se sei donna ti propongono SEMPRE l'opzione part-time, non sarebbe forse diverso?
O semplicemente il fatto evidente che una educazione accurata risparmierebbe soldi a palate allo Stato in termini di lotta alla droga, arginamento della delinquenza minorile (e non solo), prevenzione dell'abbandono scolastico e dei vari disastri anche stradali, non sarebbe un incentivo per riqualificare finalmente il lavoro delle madri, per non parlare poi della formazione delle future eccellenze intellettuali e dirigenziali?
Forse si pensa che 'ste benedette donne debbano in partenza rinunciare al lavoro e dedicarsi a cercare un "buon partito" che le mantenga con tanto di prole (Berlusconi, infatti, per la questione femminile consigliava a tutte di sposarsi Piersilvio :eeeeeeeeeee. ), ma allora anche tutto il Paese arretrerebbe alle soglie del Terzo Mondo e si ricomincerebbe magari a portare il velo, chissà.
Vabbè, sono stata luuuuunga, perdonatemi, siate buone dai! :cisssss:
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Mettere al mondo un bambino è un'esperienza talmente profonda e misteriosa che da sola riesce a dare alle donne una conoscenza sufficiente della verità - Banana Yoshimoto -
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Lella
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Post by Lella »

E' difficile secondo me che una madre possa raggiungere un buon grado di soddisfazione professionale contemporaneamente alla soddisfazione nel ricoprire pienamente il ruolo di mamma.
Uno dei due aspetti deve essere sempre un pò sacrificato.
Mi chiedo anche da un pò di tempo se sia giusto pretenderlo.
CARPE DIEM
annaviola
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Post by annaviola »

mammangi wrote:quello per cui ho sempre lottato io, anche prima di essere mamma, è la qualità del lavoro. cioè io posso anche lavorare solo tre ore se sono brava e veloce e ho soddisfatto le richieste del datore di lavoro. stare a guardare la quantità di lavoro misurata in ore è assurdo. posso anche stare dieci ore in ufficio ma se non produco non serve a niente!

e poi mannaggia ai datori di lavoro che ti spremono sempre di più ottenendo sempre meno: quante di noi sarebbero meglio disposte nei confronti dei propri doveri o farebbero il proprio lavoro con più entusiasmo e dedizione se venissero gratificate, ma anche di poco, dico solo se riuscissero a rispettare gli impegni famigliari o magari con un piccolo premio in denaro?
quoto tuttissimo
Anna 11 novembre 2006:bacio:

Viola 4 aprile 2009:bacio:
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