pollù, ora fila a leggere tutto! hahahaha
ciò che io contesto, cosa che però non sarò in grado di fare trovandomi davanti i capi, è l'imposizione, rispetto alla discrezione. e mi riferisco alla disponibilità a straordinari non pagati o alla riduzione di stipendio.
sono veramente avvilita e stanca.
questione di equilibri
Moderator: Paola
- superstrafra
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- Joined: Mon Sep 07, 2009 10:47 pm
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[CENTER]Sono visibile
Chiara e pulsante
Un cuore esposto
Sono una gioia infinita e urlante
Sono un brivido esteso all'universo
Che rimane fermo
Sono un nido sui rami d'inverno
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nene70
- Admin

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- Joined: Fri Dec 15, 2006 11:54 pm
superstrafra wrote:quel che mi domando alla luce delle mie novità lavorative, è quanto sia lecito chiedere pari sacrificio a tutti i lavoratori, indipendentemente dal nucleo familiare o dalla propria disponibilità economica.
mi chiedo dove sia finita la volontà di sedersi e parlarne a tavolino, mettendo sul piatto ciò che ognuno può dare, che non è detto sia uguale per tutti.
la scelta discrezionale e libera è andata a farsi benedire, proprio in una realtà come la mia (quella della cooperazione sociale), in cui si sbandiera la volontà di mettere al centro l'individuo.
seh.
nn esiste più, fra'.
se sei una donna e lavoratrice, chiedono lo stesso che a una mamma e lavoratrice, che di impegni ne ha molti di più e se permettete, da considerare diversi che nn la palestra o l'uscita, che sono comunque leciti e giusti.
io ho imparato a fregarmene altamente.
faccio il mio,lo faccio più che bene, nn possono lamentarsi del mio operato e questo mi pone in una situazione vantaggiosa.
se c'è da fare straordinario lo faccio nel limite delle mie esigenze e nn delle loro, vado se posso, nn mi fermo oltre orario,perchè ho la mia famiglia, anche se nella mia ditta insistono per vendermi l'azienda come tale.
per una madre, sei ore lavorate dovrebbero essere il massimo consentito a mio parere,perchè i figli, come giustamente dice polly, più diventano grandi, più necessitano della nostra presenza,che nn è più solo di supporto per bisogni fisici,ma proprio di guida per nn sentirsi sbandati.
La vita si restringe o si espande in proporzione al coraggio di ognuno.
Anais Nin
Anais Nin
