Enza,
quoto assolutamente tutto quello che hanno scritto Pala4ever e Paola.
Il mio secondo è sempre stato un bambino molto sensibile, con soglia della frustrazione bassissima, incazzatura facile e indole teatrante.
Aggiungici che ha iniziato a parlare decisamente tardi, e hai una situazione esplosiva.
Le crisi isteriche erano quotidiane e "imponenti".
La sua (MIA) fortuna è che è stato il secondo, che io come mamma avevo una pazienza già mooooolto allenata, e che avevo già trovato questo forum.
Tra le cose che ci sono state più utili:
- non perdere la pazienza (inutile e frustrante per entrambi, non fa che peggiorare le cose)
- verbalizzare le emozioni, spesso, non solo nei momenti negativi ma in diversi contesti, in modo che lui impari a capire cos'è che gli sta succedendo.
- comunicazione gordoniana (o simil-gordoniana, insomma, i famosi messaggi in prima persona, che evitano di colpevolizzare il bambino e gli spiegano come ti senti tu in quel momento)
- dargli sempre fiducia e rinnovare questa fiducia anche verbalmente di fronte agli altri (per contrastare appunto il rischio che vengano etichettati come i "soliti monelli" e che si autoetichettino come tali)
Ora mio figlio ha 7 anni, è cresciuto, ha imparato a gestire le sue emozioni nella maggior parte dei casi, e mi pare impossibile che proprio lui avesse quotidianamente dei comportamenti così estremi e difficili.
Resta un bambino molto sensibile, resta un bambino che soffre molto le situazioni di stress (a scuola, con una maestra severa, ad esempio), resta un bambino più facile al pianto rispetto ad altri, ma nel 99% dei casi è un bambino tranquillo, socievole, sereno e "adeguato". Quattro anni fa l'avrei detto impossibile.
Nel processo, ho dovuto imparare a fregarmene di quel che pensava di me la gente che mi vedeva con un bambino buttato per terra in mezzo alla strada, ho dovuto imparare a rispondere alle vecchiette che facevano commenti negativi davanti a lui, ho dovuto imparare a dire alla nonna di evitare certe cose.
Però siamo cresciuti insieme e ne è valsa assolutamente la pena.
un abbraccio
Reazioni esagerate
Moderator: Paola
- marylizard
- Utente Vip

- Posts: 1017
- Joined: Mon May 23, 2011 3:38 pm
Parlo da profana (nel senso che mio figlio ha delle crisi gestibili per ora).
Io piú che prevenire la situazione che lo fa innervosire, cercherei assieme al papà un modo sano per incanalare la rabbia, sfogarla e poi tornare a tavola piu sereno.
Dico qsto perchè la rabbia e la frustrazione son sentimenti che è sano conoscere vivere ed affrobtare da bambini di modo da arrivare da adolescenti che già li si conosce e NON LI SI REPRIME.
Quindi non eviterei a priori le situazioni di stress ma cercherei di essergli accanto, di guidarlo nel viverle.
Detto qsto nella pratica io prenderei mio figlio in braccio e mi allobtanerei da tutto e tutti senza discutere sul fatto particolare (la quantita di pasta per esempio), ma parlandogli con voce calma e sicura di cio' che prova.
Il modo per farlo sfogare lo devi trovare tu, che conosci tuo figlio.
Puo essere una corsa, come mordere un fazzoletto o perche no, urlare una frase che avete stabilito assieme prima.
Se invece t accorgi che è già "oltre", che nn sente cio' che dici, secondo me la cosa migliore rimane abbracciarlo stretto e se lui si ribella, fare forza e tenerlo abbracciato finchè nn cede e si calma.
Io piú che prevenire la situazione che lo fa innervosire, cercherei assieme al papà un modo sano per incanalare la rabbia, sfogarla e poi tornare a tavola piu sereno.
Dico qsto perchè la rabbia e la frustrazione son sentimenti che è sano conoscere vivere ed affrobtare da bambini di modo da arrivare da adolescenti che già li si conosce e NON LI SI REPRIME.
Quindi non eviterei a priori le situazioni di stress ma cercherei di essergli accanto, di guidarlo nel viverle.
Detto qsto nella pratica io prenderei mio figlio in braccio e mi allobtanerei da tutto e tutti senza discutere sul fatto particolare (la quantita di pasta per esempio), ma parlandogli con voce calma e sicura di cio' che prova.
Il modo per farlo sfogare lo devi trovare tu, che conosci tuo figlio.
Puo essere una corsa, come mordere un fazzoletto o perche no, urlare una frase che avete stabilito assieme prima.
Se invece t accorgi che è già "oltre", che nn sente cio' che dici, secondo me la cosa migliore rimane abbracciarlo stretto e se lui si ribella, fare forza e tenerlo abbracciato finchè nn cede e si calma.
<a href="http://www.mammole.it/forum-gravidanza/ticker/"><img src="http://www.mammole.it/forum-gravidanza/ ... ivhg5z.png" alt="www.mammole.it Ticker" border="0"/></a>
<a href="http://www.mammole.it/forum-gravidanza/ticker/"><img src="http://www.mammole.it/forum-gravidanza/ ... uxx4td.png" alt="www.mammole.it Ticker" border="0"/></a>
<a href="http://www.mammole.it/forum-gravidanza/ticker/"><img src="http://www.mammole.it/forum-gravidanza/ ... uxx4td.png" alt="www.mammole.it Ticker" border="0"/></a>
- pala4ever
- Ambasciatore

- Posts: 2190
- Joined: Tue Dec 11, 2007 5:07 pm
quoto tutto, mi consolo e leggendo ho speranze che si riaccendono....Azur wrote:Enza,
quoto assolutamente tutto quello che hanno scritto Pala4ever e Paola.
Il mio secondo è sempre stato un bambino molto sensibile, con soglia della frustrazione bassissima, incazzatura facile e indole teatrante.
Aggiungici che ha iniziato a parlare decisamente tardi, e hai una situazione esplosiva.
Le crisi isteriche erano quotidiane e "imponenti".
La sua (MIA) fortuna è che è stato il secondo, che io come mamma avevo una pazienza già mooooolto allenata, e che avevo già trovato questo forum.
Tra le cose che ci sono state più utili:
- non perdere la pazienza (inutile e frustrante per entrambi, non fa che peggiorare le cose)
- verbalizzare le emozioni, spesso, non solo nei momenti negativi ma in diversi contesti, in modo che lui impari a capire cos'è che gli sta succedendo.
- comunicazione gordoniana (o simil-gordoniana, insomma, i famosi messaggi in prima persona, che evitano di colpevolizzare il bambino e gli spiegano come ti senti tu in quel momento)
- dargli sempre fiducia e rinnovare questa fiducia anche verbalmente di fronte agli altri (per contrastare appunto il rischio che vengano etichettati come i "soliti monelli" e che si autoetichettino come tali)
Ora mio figlio ha 7 anni, è cresciuto, ha imparato a gestire le sue emozioni nella maggior parte dei casi, e mi pare impossibile che proprio lui avesse quotidianamente dei comportamenti così estremi e difficili.
Resta un bambino molto sensibile, resta un bambino che soffre molto le situazioni di stress (a scuola, con una maestra severa, ad esempio), resta un bambino più facile al pianto rispetto ad altri, ma nel 99% dei casi è un bambino tranquillo, socievole, sereno e "adeguato". Quattro anni fa l'avrei detto impossibile.
Nel processo, ho dovuto imparare a fregarmene di quel che pensava di me la gente che mi vedeva con un bambino buttato per terra in mezzo alla strada, ho dovuto imparare a rispondere alle vecchiette che facevano commenti negativi davanti a lui, ho dovuto imparare a dire alla nonna di evitare certe cose.
Però siamo cresciuti insieme e ne è valsa assolutamente la pena.
un abbraccio
Solo mi spieghi cos'è sta comunicazione gordoniana.?..avevo letto qualcosa qui nel forum ma erano post lunghissimi e mi son persa...
Io so che tu non sai che io so
