Reazioni esagerate

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Moderator: Paola

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pala4ever
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Post by pala4ever »

Azur wrote:per fortuna è arrivata Polly che è un'esperta a spiegarti per bene ;D
io ho solo letto Genitori efficaci un paio di volte, quindi non lo conosco particolarmente, ma quel che mi è "rimasto" dalla semplice lettura mi è stato comunque molto utile.

Una cosa che (non so se a ragione o a torto ;) catalogo come similgordoniana e che funzionava (e funziona) quasi sempre ad esempio è partire dal descrivere le mie emozioni/condizioni per chiedere aiuto proprio a lui/loro, tipo:
"Oggi sono veramente molto stanca/nervosa/in ritardo/ecc per cui non riesco a sopportare grida/litigi/disordine/ecc. Ho davvero bisogno che mi facciate un favore e mi aiutiate a xxxx/yyyy"

Ho visto che l'importante è farlo in modo molto esplicito (sia lo spiegare come mi sento, sia soprattutto il definire esattamente quello che voglio da loro).
(e naturalmente essere espliciti è tanto più importante - in termini di risultato e di efficacia- quanto più sono piccoli, adesso che hanno 7 e 11 anni mi posso permettere ovviamente comunicazioni più stringate che vengono comprese lo stesso)

Un'altra cosa (forse ;D) similgordoniana che funzionava molto con Lucas quando era piccolo e in preda alle sue "crisi" era il convalidare le sue emozioni, offrendogli le parole per esprimerle e/e ripetendo ed elaborando quello che diceva lui.
Ad esempio: grida, strilli, cose buttate, "sei cattiva" e "non sono più il tuo bambino" (che era il suo massimo insulto preferito ;D)
Se, dopo averlo lasciato fisicamente sfogare un po' (prima non c'era modo, peggioravo solo le cose), lo tenevo stretto abbracciandolo e gli dicevo una cosa tipo "sei arrabbiato con la mamma" "sei davvero arrabbiato" "sei arrabbiato perché non ti ho lasciato fare xy" oppure da un'angolazione leggermente diversa "avresti voluto fare xy" o "ti sarebbe piaciuto fare x e stai male perché non puoi" (ovvio e lapalissiano), a volte era sufficiente per smontare il peggio della crisi e finire in coccole e abbracci.
Un po' come se il fatto che il messaggio fosse effettivamente stato recepito lo tranquillizzasse, anche se xy continuava a non poterlo fare.
ok ci si prova allora...
Io so che tu non sai che io so
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pala4ever
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Post by pala4ever »

p.s.....la maestra di Luca l'anno scorso m'ha fatto sorridere dicendo " Luca, mi intristisce molto il fatto che tu non finisca il lavoretto..." è Gordoniana??!!!
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Diennea
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Post by Diennea »

[quote="Azur"]

Una cosa che (non so se a ragione o a torto ;) catalogo come similgordoniana e che funzionava (e funziona) quasi sempre ad esempio è partire dal descrivere le mie emozioni/condizioni per chiedere aiuto proprio a lui/loro, tipo:
"Oggi sono veramente molto stanca/nervosa/in ritardo/ecc per cui non riesco a sopportare grida/litigi/disordine/ecc. Ho davvero bisogno che mi facciate un favore e mi aiutiate a xxxx/yyyy"

Un'altra cosa (forse ;D) similgordoniana che funzionava molto con Lucas quando era piccolo e in preda alle sue "crisi" era il convalidare le sue emozioni, offrendogli le parole per esprimerle e/e ripetendo ed elaborando quello che diceva lui.



Lo faccio anch'io, non sempre, lo ammetto, di dire che ho bisogno della loro collaborazione per un motivo che riguarda me, ma forse il tono non è quello esatto perchè non ottengo un granché...
Quanto al definire le emozioni, forse un po' di lavoro lo abbiamo fatto. Vi faccio un esempio: prima lezione di tennis, Riccardo appiccicato a me. Io gli dico "tesoro se non ti va, riproviamo la prossima volta" e lui mi risponde "Mi va solo che sono troppo emozionato".
:wub:
é un passo avanti, vero? Ciò il fatto che riconosca e verbalizzi quello che prova... Ma il passo successivo qual è? In quel caso gli ho detto: "allora aspettiamo che tu sia pronto" e dopo 5 minuti si è sciolto un po'.
Era successo anche ai giardinetti quando voleva giocare a pallone con dei bimbi che non conosceva. Ma in quel caso s'è fatto un pianto perchè era troppo emozionato per giocare e ce ne siamo tornati a casa.
Nel caso della rabbia, dopo averla verbalizzata che si fa?
:mumble:

Comunque sapere che non sono la sola e soprattutto avere qualcuno con cui condividere delle strade nuove, che non sia il classico scapaccione o la punizione, non ha prezzo! :abbraccio:
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Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti, dovrebbe lavare i piatti, dovrebbe lavare i piatti (Caparezza)
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