mah, secondo me molto dipende semplicemente dal carattere del bambino.Trilli2011 wrote:le ho proposto l'alternativa di andare sugli scivoli... niente, lei continuava a piagnucolare "mi dai il soldino?"
Perciò le ho detto che i soldini per quel giorno erano finiti. Una bugia, avevo ancora qualche risorsa. Ma avrei dovuto spenderli tutti alle giostre, pur di non dirle una bugia?
I miei due sono diversissimi tra loro in tutto.
Quando avevano 2-4 anni con la grande si potevano già spiegare le cose come stavano e accettava quasi sempre di buon grado le alternative, era una bambina quasi sempre contenta che si affidava molto agli adulti di riferimento.
Con il piccolo alla stessa età era semplicemente impossibile.
Le piccole bugie come "sono finiti i soldini" le ho usate e non ci vedo nulla di male nel nostro specifico caso.
Non era ingannarlo o mentirgli.
Al contrario, era un tentativo di mettermi al suo livello, riuscire a comunicare e fornirgli una ragione per lui in quel momento comprensibile
Tutte le spiegazioni più realistiche (è tardi e sono stanca/non possiamo spendere 30 euro sulle giostre/ci stanno aspettando dagli zii e siamo in ritardo/ecc) per lui a quell'età erano semplicemente troppo lontane e astratte. Era come dirgli che non poteva andare sulle giostre perché il Nasdaq aveva perso 3 punti.
Penso che le "bugie", come gran parte dei nostri comportamenti, possano essere positive o negative, a seconda del contesto e del fine ultimo (in questo caso comunicare in modo comprensibile al bambino).
Ovvio che poi man mano che crescono le cose cambiano e così le "bugie".
Ora che il piccolo di cui sopra ha 7 anni sa benissimo quanti soldi può spendere in giochini vari e se li gestisce (più o meno) da sé (si è appena comprato una bici che sognava da tempo con i suoi risparmi e immensa soddisfazione).
Ma continuo a pensare che sia corretto e giusto "ingannarlo" ad esempio su alcuni problemi di famiglia per cui non c'è motivo che si angosci alla sua età.
Se di anni ne avesse 17 sarebbe ingannarlo, visto che ne ha 7 è proteggerlo e tutelarlo.
PS: per il resto, sono contraria alla bugia in generale, non ho mai parlato a nessuno dei due di esseri spaventosi, non ho mai minacciato castighi paurosi, non ho mai trasformato il medico o chi altro in spauracchio del momento, fin dalla prima domanda a due anni e mezzo ho spiegato a mia figlia correttamente cos'è il ciclo e come funziona.
Ma se alcune omissioni o bugie sono utili AL BAMBINO, perché no?
(per me personalmente è questa la discriminante:
quel che faccio/nonfaccio, dico/nondico è utile a me, adulto, alla mia comodità/pigrizia/quant'altro, o è utile al bambino? alla sua crescita e alla sua serenità?)

