Mamme si diventa passando dall'essere donne, vero?
Questa estate mi sono scoperta così viva, così felice, così fortunata anche.
Questa estate ho fatto tre settimane di vacanza, mi sono sentita una scolaretta.
Ho preparato la mia valigia con grande cura, ho scelto gli abiti più comodi per la montagna, ho scelto quelli più belli e frivoli per il mare.
Ho scelto gli scarponi per la montagna, quelli che avevo agli scout, forti e solide pedule di ottima marca, grigio chiaro e grigio scuro. Me le invidiano tutti, quelle pedule, pare camminino da sole, tanto sono ben fatte.
Ho scelto le calze adatte, col rinforzo sul dorso del piede e nel tallone.
Ho scelto di non portare trucchi, di non portare la piastra, di non portare gonne, di non portare niente che mi inducesse nella tentazione di impegnarmi troppo.
La montagna ha adempiuto al suo compito. Mi ha inglobata e quando ho accettato il suo invito, mi ha accolto. Ho camminato nel bosco con mia sorella, ho asciugato il mio ed il suo sudore, ho ringraziato la montagna per quel terreno così facile e asciutto e poco scivoloso, ho ringraziato Dio per quella bella giornata, per la possibilità che mi aveva dato.
Siamo arrivate ad un eremo, siamo entrate, abbiamo pregato. Ho pregato inginocchiata, come non mi capitava da tempo.
Noi scout sappiamo, con un sorriso, che più in alto si va, più vicini si è a Dio.
Non ero molto in alto, ma mi sono sentita così felice e così riempita che doveva essere molto vicino lo stesso.
Al mare invece ho goduto del sole sulla pelle nuda, ho goduto della sabbia che si infila ovunque, del piacere di tornare bambina e sporcarmi e fare sporcare mia figlia.
Ho goduto del caldo, anche quando era davvero asfissiante.
Ho goduto della doccia fresca in albergo, con la pelle calda e abbronzata. Ho goduto di una bella dose di crema doposole.
Ho goduto al mattino presto, quando mi alzavo prima di tutti gli altri ospiti dell'albergo, verso le 6,45 e ammiravo lo spettacolo di una città turistica che si prepara.
Ho goduto a camminare per le vie della città, le case addormentate, io sveglia più che mai.
Una città che si sveglia è uno spettacolo commovente. O almeno, per me lo è.
Facchini che scaricavano roba dai camion, negozi di frutta e verdura in procinto di scegliere la merce, qualche coraggioso che correva in spiaggia, il profumo del mare non intossicato da creme, olii, spray e menate varie.
Ho goduto del fatto di esserci, di essere lì, con i piedi per terra, ben ancorata alle cose.
Ho goduto del fatto che, diciamocelo, niente è per sempre, e potrebbe non capitarmi mai più.
Ho goduto quando poi, alle 8,30 vedevo scendere la mia bimba e il suo papà dalle scale per fare colazione.
Me la abbracciavo e baciavo, ancora profumata di sonno, e la vedevo fare la fila al buffet per la sua pastina al cioccolato e lo yogurt, lei, piccola tra i grandi.
E sono rinata e ho trovato la forza che mi era mancata prima delle vacanze, quando, troppo stanca, arrancavo.
Grazie estate, grazie mare, grazie monti.
Porterò la vostra vita dentro per un pò, se me lo permetterete.
L'estate
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