amo il mio lavoro ..........
a volte lo odio...........
mi succhia l'anima.........
vorrei cambiarlo........
ma poi mi pento e torno .............
mi affeziono ai nonni
:cisssss:
ama il lavoro che fai, e non dovrai più lavorare un giorno della tua vita
Moderator: Paola
- gigia
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l'amicizia è
un sorriso
uno sguardo libero
una carezza
un bacio sulla guancia
una spalla
una lacrima
una mano
un abbraccio
un tvb
una telefonata
un incontro
una parola
L'amicizia non è giudicare
non è invidia
è sincerità
è un racconto
pulito ….limpido..
l'amicizia è
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- veruz
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wow. TiRie wrote:Detesto il mio lavoro.
Ma ho sbagliato a un bivio di tanti anni fa rinunciando agli studi che amavo per scegliere studi tecnici, con il risultato che non ho approfondito quello in cui ero portata e non ho nemmeno avuto una buona riuscita negli studi tecnici. Anche se sufficiente, per l'appunto, al lavoro che faccio, e che pertanto mi tengo.
Perché lo faccio?
Perché sono troppo pavida e debole per reinventarmi la vita a quarant'anni. Perché (solo, per fortuna) 5 ore al giorno ben pagate a tempo indeterminato non le ritrovo più, o se le ritrovo... non sia mai che passi un'altra volta dall'ordalia dei colloqui, di gente che ti valuta e ti deve comprare, quando so vendermi così male e tanta angoscia mi crea.
Lo faccio perché, pur potendo in ipotesi essere casalinga, mi sento soffocare al pensiero di occuparmi in esclusiva della sfera domestica. Infatti, sono sprovvista delle risorse economiche per delegare a un/a colf il lato più prosaico della casalinghitudine, ove quello meno prosaico, e che quasi mi ha portata a licenziarmi 8 anni fa (=la cura dei bambini)... non è eterno: in una casa vuota con due adolescenti indipendenti e rompiscatole non voglio restare.
Lo faccio perché qualcuno dice che in lingue d'altre terre il cambiamento si scriva "crisi" e "opportunità" al tempo stesso, ma per quanto mi riguarda è solo crisi, e non ho il coraggio di ricostruire dalle fondamenta, quando il terreno del mio carattere è così instabile.
Meglio puntellare una casa rozza ma solida, magari senza troppo sospirare il castello che non si è potuto erigere partendo dalla terra vergine dell'adolescenza, quando tutto era possibile e così male sono state giocate le carte del destino, così mal spesi i talenti.
Ormai sono spesi.
E temo di non averne più.
avrei letta ancola e ancola...
- veruz
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uhfranziskova wrote:Ecco, le soddisfazioni lavorative, essere apprezzata.. Credo che questo sia un aspetto quasi del tutto assente nel mio lavoro. Anzi, più è l'impegno, più é lo sforzo e più è la passione che ci metti a fare una cosa e meno è il riconoscimento.
Faccio un esempio pratico: mi prodigo affinchè diano un contributo comunale per il riallaccio della corrente elettrica in un nucleo famigliare formato da una coppia di persone con problematiche varie, psichiatriche non accertate, asociali ecc.. Ho dovuto rompere le palle per ottenere questa cifra, all'inizio non ne volevano sapere.
Non mi aspetto che mi dicano grazie, in fondo è il mio lavoro, ma che per una settimana io sia stata continuamente sollecitata perchè l'enel non allacciava la corrente da queste persone che si sono poi lamentate rinfacciandomi che è stata ripristinata ben 8 giorni dopo la richiesta.. beh, permettetemi di dirlo che un po' mi chiedo perchè faccio questo lavoro di merda...
come ti capisco....educatori e assistenti sociali sono spesso una pattumiera ah ah ah