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franziskova wrote:Non so cosa dire se non che anche i forti hanno bisogno di un po' di abbracci, accoglienza e comprensione, hai provato a dire o scrivere queste parole al tuo compagno? Non dare per scontato che lo capisca e che è evidente, è sempre un uomo!!
Ti abbraccio.
e sì...ho anche pianto...diciamo che lui è un po bloccato emotivamente e nn manifesta molto, esternamente....quando è successo tutto il casino di mia mamma è stato bravissimo nel modo di starmi accanto ma ora invece tra il lavoro, lo studio ed il pupo non ce la fa...lui è così:siccome nn si lamenta non ammette che gli altri si lamentino.... il nostro rapporto sta andando un po a pallino...
lui in fondo nn sa niente di cosa si prova e difatti quando mi da i consigli sono sempre molto pratici e poco di spessore emotivo e io lo mando a quel paese...non è facile neanche per lui sopportarmi perchè effettivamente sono un po schizzata, l'unico con cui cerco di nn essere così stanca dentro è Diego il mio meraviglioso bimbo....
"In ogni caso la causa della rivolta è l'ineguaglianza"
Aristotele
"La legge è fatta esclusivamente per lo sfruttamento di coloro che non la capiscono, o ai quali la brutale necessità non permette di rispettarla"
B. Brecht
franziskova wrote:Non so cosa dire se non che anche i forti hanno bisogno di un po' di abbracci, accoglienza e comprensione, hai provato a dire o scrivere queste parole al tuo compagno? Non dare per scontato che lo capisca e che è evidente, è sempre un uomo!!
Ti abbraccio.
grazie mille per gli abbracci...si che servono sempre!!!
veruz wrote:Ti lascio il mio abbraccio per il momento non facile che stai attraversando. Solo, non crucciarti per il vivere il tuo bimbo in maniera duale perché credo. Sia la norma,.
spero!! perchè qua un po di senso di colpa mi sale....
"In ogni caso la causa della rivolta è l'ineguaglianza"
Aristotele
"La legge è fatta esclusivamente per lo sfruttamento di coloro che non la capiscono, o ai quali la brutale necessità non permette di rispettarla"
B. Brecht
Agnese, ha fatto davvero bene a sfogarsi. E’ un primo passo importante. Dire a qualcuno (in questo caso a noi) che ora è davvero troppo. Che non può più sorreggere tutto…
Lei ha raccontato una situazione fatta di tanti momenti difficili: un lutto molto importante, la nascita del primo figlio, e la loro coincidenza temporale. Già questo basterebbe per essere davvero molto, molto provati.
In questi casi è fondamentale, oltre al proprio lavoro psicologico, avere un sostegno pratico e umano dalle persone che sono vicine. Quindi è centrale il legame con i suoi cari, anche se talvolta complesso: suo marito, suo fratello, il piccolo Diego. E aggiungerei assolutamente sua nonna. Comprendo il suo dolore per questo allontanamento ingiusto.
Ma quando non si può arrivare ovunque bisogna scegliere su cosa indirizzare le proprie energie. Quali relazioni nutrire e preservare, anche se, non lo nego, con fatica.
Per questo credo che sia importante che lei valuti attentamente e in modo pratico come preservare ad esempio la relazione con sua nonna, la possibilità di incontrarla e condividere questo pezzo di vita insieme, mettendosi al riparo il più possibile dalle “aggressioni” dei suoi parenti. Il rapporto con loro che lei racconta non è certo causato da lei. Le relazioni familiari sono sempre davvero molto complesse, hanno una loro storia, un lungo percorso alle spalle; un intreccio di vite con altrettante storie… Penso che sia davvero difficile farsi carico di tutto questo da sola, e da nipote! In un momento poi della vita in cui le priorità sono sul suo nucleo familiare ristretto, e su di lei ovviamente.
Detto questo aggiungerei solo una considerazione sul “chiedere aiuto”, che molte volte spaventa, o disorienta, o fa pensare di non essere abbastanza forti da farcela da soli. Non so se nel suo caso è cosi…
Credo che nelle situazioni come quella che lei descrive un aiuto psicologico potrebbe essere utile. Prendersi cura di sé e dare il giusto peso alla sofferenza vissuta.
Farsi aiutare, appoggiare, per elaborare, per “trasformare” quello che lei ha vissuto e sta vivendo in una forza. Per lei e i suoi affetti.
Niente aspettative di cambiamenti miracolosi. Solo lavoro, per lei, ma presa per mano.
Spero di essere riuscita a esprimere con chiarezza la mia riflessione; se così non fosse me lo faccia presente. Sarò felice di trovare nuove parole per raggiungerla.