Un Padre Nostro di riflessione.marika wrote:No, ricordavo male, ma comunque non vedo riferimenti al Giudizio Universale
Non dire PADRE
se ogni giorno non ti comporti da figlio.
Non dire NOSTRO
se vivi isolato nel tuo egoismo.
Non dire CHE SEI NEI CIELI
se pensi solo alle cose terrene.
Non dire SIA SANTIFICATO IL TUO NOME
se non lo onori.
Non dire VENGA IL TUO REGNO
se lo confondi con il successo materiale.
Non dire SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ
se non l'accetti quando è dolorosa.
Non dire DACCI OGGI IL NOSTRO PANE
se non ti preoccupi della gente che ha fame,
è senza cultura e senza mezzi per vivere.
Non dire PERDONA I NOSTRI DEBITI
se conservi un rancore verso tuo fratello.
Non dire NON LASCIARCI CADERE
NELLA TENTAZIONE
se hai intenzione di continuare a peccare.
Non dire LIBERACI DAL MALE
se non prendi posizione contro il male.
Non dire AMEN
se non prendi sul serio le parole del
Padre Nostro!
VENGA IL TUO REGNO?
Moderator: Paola
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Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
ISAAC ASIMOV
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
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Io come Marika, non prego la frase Venga il tuo Regno in senso escatologico riguardo alla fine del mondo e al giudizio. Bensì vi leggo la rivelazione del piano salvifico di Dio.
Il padre Nostro è presente nel Vangelo di Matteo, dove viene sottolineato leggermente di più il senso del giudizio, e in quello di Luca, dove invece è commentato in modo più ampio.
Riporto il brano tratto dal commento al Vangelo di Luca di Rinaldo Fabris (I Vangeli, Cittadella Editrice):
"Il Padre è il Dio vicino che rivela il suo volto in Gesù nella storia umana per realizzare un progetto di libertà e comunione piena. Per questo ora la preghiera prosegue chiedendo con fiducia la rivelazione del piano di Dio: sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno. Dio si rivela santo, secondo la terminologia biblica, in quanto interviene efficacemente nella storia per salvare; il suo regno viene in quanto crea tra gli uomini un nuovo spazio di libertà e di amore. Le prime due domande rivolte al Padre non sono l'espressioen dei desider di onnipotenza dell'uomo, ma il riconoscimento della libertà e iniziativa di Dio e nello stesso tempo l'espressione della fiducia e disponibilità dell'uomo per l'attuazione del piano di Dio."
Io ricordo un caro amico sacerdote che spiegava come i veri comandamenti del Nuovo Testamento fossero le beatitudini. Beati i poveri, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Questo è il regno di Dio. Il disegno di Dio.
Il regno non sarà, è già adesso. Già ora, in nuce, in grembo, è presente in ognuno di noi.
Quando prego dicendo venga il tuo regno, prego perché Dio porti a termine il suo progetto e perché mi aiuti a portare avanti un pezzetto di questo progetto, il mio, quello che è assegnato a me.
Il padre Nostro è presente nel Vangelo di Matteo, dove viene sottolineato leggermente di più il senso del giudizio, e in quello di Luca, dove invece è commentato in modo più ampio.
Riporto il brano tratto dal commento al Vangelo di Luca di Rinaldo Fabris (I Vangeli, Cittadella Editrice):
"Il Padre è il Dio vicino che rivela il suo volto in Gesù nella storia umana per realizzare un progetto di libertà e comunione piena. Per questo ora la preghiera prosegue chiedendo con fiducia la rivelazione del piano di Dio: sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno. Dio si rivela santo, secondo la terminologia biblica, in quanto interviene efficacemente nella storia per salvare; il suo regno viene in quanto crea tra gli uomini un nuovo spazio di libertà e di amore. Le prime due domande rivolte al Padre non sono l'espressioen dei desider di onnipotenza dell'uomo, ma il riconoscimento della libertà e iniziativa di Dio e nello stesso tempo l'espressione della fiducia e disponibilità dell'uomo per l'attuazione del piano di Dio."
Io ricordo un caro amico sacerdote che spiegava come i veri comandamenti del Nuovo Testamento fossero le beatitudini. Beati i poveri, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Questo è il regno di Dio. Il disegno di Dio.
Il regno non sarà, è già adesso. Già ora, in nuce, in grembo, è presente in ognuno di noi.
Quando prego dicendo venga il tuo regno, prego perché Dio porti a termine il suo progetto e perché mi aiuti a portare avanti un pezzetto di questo progetto, il mio, quello che è assegnato a me.
Novella




- Lella
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Belle le vostre riflessioni.
Comunque senso escatologico o non , il progetto di Dio è un regno di vita eterna di pace e amore assoluto, quanto di meglio potremmo volere o meritarci.
Nonostante questo la mia riflessione è che non so se lo vorrei già da domani mattina, e questo lo dico a prescindere dal giudizio universale, proprio perché amo la mia vita terrena nonostante tutte le imperfezioni umane.
Non mi direi comunque pronta a desiderare ora la "realizzazione del progetto", indipendentemente dall'interpretazione che possiamo dare a quella frase del Padre Nostro, che a mio parere è inequivocabile, qui non è ancora il suo regno, inteso come suo progetto finale.
Comunque senso escatologico o non , il progetto di Dio è un regno di vita eterna di pace e amore assoluto, quanto di meglio potremmo volere o meritarci.
Nonostante questo la mia riflessione è che non so se lo vorrei già da domani mattina, e questo lo dico a prescindere dal giudizio universale, proprio perché amo la mia vita terrena nonostante tutte le imperfezioni umane.
Non mi direi comunque pronta a desiderare ora la "realizzazione del progetto", indipendentemente dall'interpretazione che possiamo dare a quella frase del Padre Nostro, che a mio parere è inequivocabile, qui non è ancora il suo regno, inteso come suo progetto finale.
CARPE DIEM