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la yle wrote:anche per me, purtroppo, l'italia non vuole essere pronta a qualcosa di diverso. si manifesta come se fossimo ancora negli anni settanta. il resto del mondo (non tutto eh ma non mi voglio sentir parte di quell'altro resto) si è evoluto anche in questo.
mi fai
pensare che il modo di gestire delle forze dell ordine o di chi sta sopra , nel nostro paese, è ben diverso da molti paesi più evoluti.
E' un discors lungo.
Credo che in linea di massima in Italia non siamo ancora abbastanza indignati.
Si ragiona troppo sul "potrebbe andare peggio" e ci si adatta di conseguenza. Siamo troppo miopi per vedere il futuro. Troppo miopi per andare in MASSA contro il discorso da bar "eh si lamentano ma il telefonino lo hanno tutti e guarda quanti suv..."
senza capire che se la gente smettesse di comprare (e lo sta facendo) le cose andrebbero ancora peggio.
personalmente non credo nella violenza ne fine a se stessa ne organizzata.
credo nelle masse e credo che la massa potrebbe cambiare le cose.
d'altro lato so che di vere rivoluzioni pacifiche non ce ne sono state e la violenza e' sempre entrata (probabilmente senza rivoluzioni avremmo ancora il re sole vero che dopo la rivoluzione francese c'e' stata la restaurazione ma non e' stata reale.
voglio però continuare a credere che il potere del popolo possa andare oltre.
che se davvero gli indignati diventassero milioni e milioni e marciassero tutti uniti non servirebbe la violenza per abbattere le barriere (a meno che li attacchino allora bisogna difendersi)
secondo me in italia manca l'abitudine alla politica: non ci si indigna, ci si lamenta e basta.
credo sia anche per questo che gli italiani sono arrivati dopo e sono privi di quella forza che in altri paesi hanno.
c'è poi una sostanziale differenza tra la rivoluzione che può anche essere violenta (anzi lo è sempre anche se non sempre fisicamente) ma con un obiettivo e lo sfogare la rabbia fine sè stesso.
e credo anche io che il potere del popolo, non necessariamente italiano, possa fare molto.
quanto meno credo possa essere in grado di influenzare le scelte economiche per il futuro: tanta gente arrabbiata con cui fare i conti, fa necessariamente riflettere.
"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, trasformato e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere. della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita" E. Berlinguer